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Lunedì 23 Gennaio 2012 14:55

Le bellezze dell'Argentina

Grazie ad una legislazione aperta, l'Argentina e la sua capitale, Buenos Aires, sono diventate la meta per turisti in cerca di relax. Primo Stato sudamericano ad introdurre il matrimonio tra persone dello stesso sesso nel luglio 2010, l'Argentina ha anche approvato leggi paritarie per l'adozione. Una cultura ospitale, specialità culinarie di prim'ordine e una diversità ineguagliata di zone climatiche la rendono un posto dalle infinite attrattive.
La capitale Buenos Aires è una città in continua espansione; chiassosa, circondata da autostrade a sei corsie e fiancheggiata da muri colorati e edifici coloniali.
Uno dei quartieri più turistici è Palermo, pieno di negozi, ristoranti a conduzione familiare e sede dell'Eva Peron Museum, dedicato alla influente figura politica.
La nightlife cittadina si concentra in torno a pochi locali, il più celebre dei quali è lo Human Club: tre sale da ballo ricavate da un ex magazzino, con un'ampia terrazza esterna.
Cordoba è la seconda città per numero di abitanti: il mix di culture che l'hanno attraversata nei secoli si riflette intorno alla piazza centrale, Plaza San Martin. Anche la Cripta Gesuita, riscoperta e ristrutturata nel 1989, testimonia l'eredità culturale di Cordoba.
Al calare del sole, le atmosfere si scaldano al Beep!, tra i migliori locali queer dell'Argentina, dove spettacoli drag e musica latina intrattengono gli ospiti fino a notte fonda, tra cocktail speciali e vini per  tutti i palati.
Ovviamente non mancano le bellezze naturali: al confine con Paraguay e Brasile, si trovano le Cascate di Iguazu, tra le più selvagge del mondo, raggiungibili da Porto Iguazu, una piccola città dall'atmosfera gioviale e festiva, ottima per apprezzare i cibi argentini, ascoltare musica dal vivo e degustare la tipica Caipirinha.
Ma, anche spostandosi verso sud, le sorprese non mancano: da Mendoza, la terra dei vini, fino alle lande glaciali della Patagonia, a ridosso del Polo Sud.
Per concludere, l'Argentina accoglie a braccia aperte i turisti, e risulta essere una meta per tutte le tasche, da chi ama l'esplorazione on the road, a chi preferisce viaggiare in comodità e servito di tutti i comfort.
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Nicolas Alessio, un prete argentino di 53 anni, è stato condannato e cacciata dalla Chiesa e dalla casa parrocchiale dove abitava da 27 anni dal Tribunale di Cordoba. Si legge nella sentenza: «Si proibisce di esercitare in pubblico la sacra potestà, di celebrare la Santissima Eucaristia, la confessione e altri sacramenti e di risiedere nella casa parrocchiale San Gaetano del barrio Altamira».
La sua colpa? Aver espresso un’opinione differente dalla posizione ufficiale della gerarchia cattolica a proposito delle legge argentina che autorizza il matrimonio gay.
“Clarin, il più diffuso quotidiano di Buenos Aires, ha riportato la notizia: «Il presbitero José Nicolas Alessio ha commesso rifiuto pertinace della dottrina, relativa al sacramento del matrimonio. E fatto ancor più grave, ha divulgato il suo pensiero per iscritto e con la parola, attraverso i media di comunicazione, contro il magistero ecclesiastico».
Padre Alessio ha così commentato: «Mi hanno condannato ed espulso per avere espresso un pensiero diverso. E tenga conto che questa stessa Chiesa non ha nemmeno ammonito sacerdoti pederasti come il Vescovo (Edgardo Gabriel Storni), che vive comodamente qui in La Falda, o Julio Cesar Grassi, entrambi con condanna giudiziale per abuso sui minori. Non è stato sanzionato nemmeno Christian von Wermich, condannato per delitti di lesa umanità. Questa Chiesa tollera nelle sue fila i torturatori e i violentatori, ma non chi pensa in modo differente e osa dirlo in pubblico».
«Nella Chiesa il nucleo del potere risiede nell’occultamento – continua il parroco - Mi hanno condannato perché ho parlato in pubblico, perché la Chiesa è maestra nell’occultare, nel maneggiare l’impunità del silenzio. Il matrimonio gay li disturba perché è legato alla sessualità. Loro continuano a considerare inferme o perverse le persone gay»
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