Biagio Risina
Nato nel 1958, siciliano, laureato in medicina e chirurgia e specializzato in neuropsichiatria infantile.Abilitato all'esercizio di psicoterapeuta sia per l'età evolutiva che per gli adulti,dal 1996 trasferitomi a Roma dirigo come Direttore Sanitario un centro di riabilitazione neuromotoria e psichica per bambini e adulti.
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Che tragedia cambiare città!
Lunedì 10 Ottobre 2011 10:51 Published in Siamo Pazzi? L'esperto rispondeGentile Gennaro,
Caro dottore,
sono Flavia e ho 19 anni. Mi sono trasferita a Roma da un paesino della provincia lucana per motivi di studio ma fondamentalmente per poter vivere appieno la mia omosessualità. Sto affrontando per la prima volta un?esperienza di convivenza, ma per adesso le mie coinquiline non sanno ancora di me e ho paura di parlarne. Le sto scoprendo pian piano e vorrei condividere la mia omosessualità con loro, ma ho paura di incrinare i rapporti, nonostante abbiano una mentalità molto aperta. Saprebbe darmi qualche consiglio per riuscire a portarle gradualmente a capire chi sono io realmente, senza dover inventare ogni volta scuse diverse per non portarle con me la sera, perché mi vergognerei nel far capire loro che non sono come si aspettano che io sia?
Cara Flavia
mi verrebbe da risponderle subito che i tempi giusti per esprimere liberamente ciò che si porta dentro matureranno da sè. Le chiedo però quali sono le paure che emergono nel momento in cui si trova a dover decidere se far partecipi le sue coinquiline di questo aspetto della sua realtà che è la sua omosessualità. Se la sua è paura di determinare turbamenti, reazioni di esclusione, di allontanamento, si chieda perchè.
È assolutamente vero che la realtà omosessuale può incutere un certo senso di insicurezza in chi la osserva da fuori, e che questo può determinare reazioni quasi per niente mediate dalla possibilità di comprendere realtà differenti da quelle comunemente accettate. Questo tipo di reazione e di posizione può avere motivi più o meno giustificati (intendo dire che le realtà omosessuali sono una dimensione piuttosto complessa nella quale, come in molte altre, si esprimono debolezze e miserie umane come anche aspetti di forza e di nobiltà dell'animo), e gli aspetti apparentemente effettivamente negativi di questa realtà vengono volentieri presi a prestito da chi la vorrebbe allontanare liquidandola come qualcosa di sbagliato.
Se esistesse in lei il timore di incontrare nell'altro l'incapacità di poterla comprendere in quanto soggetto che vive la propria inclinazione verso il suo stesso sesso, dovrebbe forse rompere gli indugi, e nel modo più naturale possibile potrebbe raccontare questo aspetto di sè. Dopo dovrebbe essere disposta ad osservare quello che potrebbe accadere e che solo in parte dipenderebbe da lei. Certo, a lei spetta il compito di dare dignità alla sua realtà, in primo luogo cercando di superare il timore di palesarlo liberamente. lei è giovane, ed il modo di vivere cercando, trovando e mantenendo l'equilibrio necessario a distinguere tra impedimenti suoi intimi e quelli che invece riguardano gli atteggiamenti, le posizioni e i sentimenti altrui sarà per certi aspetti un opus oneroso ma per altri uno dei modi in cui conferirà dignità alle sue scelte ed esperienze personali.
La saluto.
Infelice alla ricerca di una relazione stabile
Lunedì 11 Aprile 2011 15:26 Published in Siamo Pazzi? L'esperto rispondeFiducia e rispetto: quanto contano?
Giovedì 18 Novembre 2010 13:48 Published in Siamo Pazzi? L'esperto rispondePulsioni omosessuali, che faccio?
Giovedì 11 Novembre 2010 14:37 Published in Siamo Pazzi? L'esperto rispondeAmicizie si, ma più piccole di me!
Giovedì 04 Novembre 2010 14:34 Published in Siamo Pazzi? L'esperto rispondeTimidezza? Che pasticcio!
Giovedì 28 Ottobre 2010 10:59 Published in Siamo Pazzi? L'esperto risponde

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