29
Novembre
- Written by Biagio Risina
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Siamo Pazzi? L'esperto risponde
Amore si, ma non troppo!
Gentile dottor Risina,
vivo in una grande città e ho un rapporto stabile da otto mesi con una ragazza di 8 anni più piccola di me. Mi da tutto nel rapporto, soddisfa tutte le mie richieste, anche le più impensabili. Ha abbandonato per me le sue amicizie e ormai è come se dipendesse totalmente da me. A volte sembra quasi che non faccia un passo in autonomia senza che io dia segni d’assenso.
Mi fa piacere che una persona sia così innamorata di me, ma ho tanta paura che questo suo attaccamento mi porti presto a stancarmi di lei, e non vorrei mai che facesse delle azioni sconsiderate per colpa mia. Vorrei che riuscisse ad avere maggiore autonomia e che qualche volta mi sorprendesse facendosi desiderare almeno un pò, ma ogni volta che provo ad esprimerle questo mio desiderio, mi rendo conto di ferirla. Le chiedo, insomma, un consiglio per trovare il modo giusto per esprimermi senza risultare cattiva nei suoi confronti.
Lucia
Un rapporto nel quale ci trova ad essere corrisposti in tutto e per tutto, assecondati o anticipati in ogni nostro desiderio può far nascere, come accade a lei, il timore che tutto si possa consumare troppo presto, che anzi da quel rapporto possa venire voglia di scappare. Oltre a questo si vive un'altra paura, e cioè quella di poter lasciare l'altra, nel suo caso, sola, senza più a fianco ciò che era stato l'unico motivo per il quale esistere. Credo che i rapporti siano una realtà complessa perché figli delle trame complesse che ogni individuo porta dentro di sé, segretamente o meno, consciamente o meno. Cosa possa portare un individuo a lasciarsi andare dentro ad un rapporto, investendo (o così credendo di fare) tutto ciò che è proprio nell'altro, è uno dei piccoli, sconfinati misteri dell'esperienza affettiva umana. Cosa possa portare a lasciare tutto il proprio mondo preesistente tributando questo ad un rapporto è l'esagerazione di quel processo che prende corpo nel momento in cui, attratti dall'universo dell'altro ci troviamo a far passare in secondo piano tutto il resto. È in altre parole un processo normale, a patto che rispetti le dovute proporzioni. Se lei diventa il solo universo dell'altra tutto assume un significato assolutamente squilibrato, inflaziona il rapporto, investendolo di responsabilità che non possono essergli proprie. Un individuo, per poter vivere un rapporto, deve essere sufficientemente consapevole della propria individualità, che deve essere sentita come qualcosa che esiste a prescindere dall'esistenza dell'altro. Il bisogno di investire tutto nell'altro, del resto, fa però il paio con il bisogno di quest'altro di poter essere vissuto come l'unico elemento importante in quella esperienza infinita che è la vita, nella quale si può essere anche complici e vivere piacevolmente il gioco di soddisfare l'altro, ma senza perdersi. Cosa possa trovare in lei la sua giovane compagna, cosa lei, Lucia, abbia voluto essere per lei trova ragione di essere in qualcosa di molto complesso. Forse un buon punto di partenza per lei potrebbe essere quello di chiedersi qualcosa a riguardo dei motivi che l'hanno portata a desiderare di realizzare un tipo di rapporto che oggi fa nascere in lei delle paure. Forse questo la potrebbe aiutare a porre il problema, se di problema si tratta, a lei e alla sua compagna. Forse questo potrebbe creare le basi per una evoluzione del vostro rapporto.
Un saluto
Biagio Risina
Nato nel 1958, siciliano, laureato in medicina e chirurgia e specializzato in neuropsichiatria infantile.Abilitato all'esercizio di psicoterapeuta sia per l'età evolutiva che per gli adulti,dal 1996 trasferitomi a Roma dirigo come Direttore Sanitario un centro di riabilitazione neuromotoria e psichica per bambini e adulti.
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