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Amicizie si, ma più piccole di me!

Caro dott. Risina,
mi chiamo Giulia, ho 44 anni e sono lesbica.
Mi piace uscire, mi piace la bella vita e soprattutto mi piace stare in mezzo a ragazze e conoscere tanta gente. A volte però mi rendo conto di non essere in grado di confrontarmi con donne della mia età e ho tutte amicizie anche fino a 20 anni più piccole di me. E mi sento anche attratta da persone più piccole, che mi danno un senso di sicurezza che le mie coetanee non mi danno. Questo per me è normalità, ma qualche volta in alcuni discorsi è emerso che a parere degli altri c'è qualcosa problema. Secondo lei è vero? Con le mie coetanee semplicemente non riesco a trovare punti di confronto, ma sicuramente non mi spaventano.
Buongiorno Giulia,
non è facile rispondere a questioni come quelle che lei mi pone. Mi chiedo cosa le piacerebbe sapere e soprattutto se davvero c’è qualcosa che si vuole chiedere. Del resto lei sembra avere tutte le risposte che le occorrono, l’unica nota stonata sembrano essere i pareri degli altri (anche se mi viene da chiederle: chi sono?).
Si trova bene a vivere in mezzo alle novità, si trova maggiormente a suo agio con ragazze molto più giovani di lei. Questo perché? Forse le trasmettono maggiore energia vitale? Le sue coetanee al contrario sembrano non essere in grado di stimolarla. Che cosa c’è nella vita di queste che non la stimola? Non la spaventano. Cosa vuol dire essere spaventata? Dicendo che non la spaventano sembra forse voler contraddire il parere che viene espresso dagli altri di cui sopra.
Queste domande almeno per introdurla ad una riflessione che non sia di superficie, niente naturalmente che possa o debba necessariamente metterla in crisi, semplicemente indurla a chiedersi qualcosa sulle sue stesse affermazioni.
Del resto è perfettamente legittimo frequentare chi ci fa stare meglio. È legittimo farlo anche senza chiedersi perché si sta meglio in questa o quell’altra situazione. Lei vuole davvero chiedersi perché? Se non vuole farlo continui a fare la vita che fa, a prendere quello che la fa star meglio. Se le domande circa un ipotetico problema sono anche  le sue, oltre ad essere dei pareri di altri, magari le approfondisca.
Certo il contatto con persone più giovani le consente di mantenere il contatto con una dimensione che in questo modo lei continua a vivere anche appartenendo ad un’altra età. Chi è giovane ha una diversa prospettiva temporale, ha domande e bisogni differenti, è in cerca di risposte che non ha ancora avuto modo di trovare. Lei potrebbe trovarsi bene in questa realtà per svariati motivi, potrebbe trovare come dice rassicurante il contatto con questa realtà non solo perché più carica di energia ma anche perché questo è un modo per evitare il contatto con quelle che sono tipiche della sua età. Mi chiedo tuttavia se lei in questo modo non si precluda la possibilità di arricchire la sua esperienza, evitando il contatto con persone della sua età. Penso comunque che le questioni poste (accennate) nella sua breve lettera abbiano bisogno di un maggiore spazio per poter essere approfondite, spero tuttavia di averle fornito spunti utili ad una riflessione fruttuosa.
La saluto
Biagio Risina

Biagio Risina

Nato nel 1958, siciliano, laureato in medicina e chirurgia e specializzato in neuropsichiatria infantile.Abilitato all'esercizio  di psicoterapeuta sia per l'età evolutiva che per gli adulti,dal 1996 trasferitomi a Roma dirigo come Direttore Sanitario un centro di riabilitazione neuromotoria e psichica per bambini e adulti.

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