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Ossessione da cyber sex

Caro Dott. Risina
Sono un ragazzo di 35 anni, mi chiamo Giulio. Ho un problema che al momento non riesco a risolvere in nessun modo. Frequento le chat, le videochat e i siti porno in maniera compulsiva da almeno un anno. Non riesco ad eccitarmi in altro modo, o meglio, riuscivo ad eccitarmi in altri modi, ma da quando ho “messo piede” in una chat, meglio se con cam, mi sono sentito attratto da questo tipo di sesso virtuale, o come lo chiamano, “Cyber Sex”. Come si può risolvere secondo lei questo problema?
Grazie
Un saluto
Giulio, Rimini


Caro Giulio,
oggi la tecnologia mette a disposizione mezzi che possono essere utilizzati in molti modi, e questo apre strade molto diverse. Sento di poter considerare alcuni risvolti dell’utilizzo della tecnologia in modo  assolutamente negativo, senza correre il rischio di incorrere in un atteggiamento moralistico.
Ci sono cose che tanto danno e tanto chiedono. Quanto chiedono non siamo in grado di stabilirlo a priori. Prima di ogni altra cosa arriviamo ad esperire l’attrazione per cose che funzionano facendo leva su bisogni inconsci dell’essere umano, senza sapere né perché, né a cosa andiamo incontro.
L’essere umano vive anche delle proprie fantasie, e queste sono un importante serbatoio energetico. Ciò che l’essere umano è portato ad immaginare è un potenziale ponte che messo in contatto con quello della realtà cosciente, di quello che l’uomo è chiamato a realizzare, può risultare un propulsore imprescindibile.
Oggi lei si stupisce del fatto che il sesso virtuale abbia occupato lo spazio che per lei, per ogni essere umano, deve essere vissuto nell’incontro con l’altro. L’eros è la forza che unisce ed oggi lei si sorprende di trovarsi unito ad un mezzo tecnologico che apre le porte su un mondo artificiale,  mondo dal quale arriva una inondazione che occupa, travolgendo tutto ciò che dovrebbe trovarvi posto, tutto lo spazio riservato all’incontro con l’altro.
Non so quali siano le fantasie che trovano soddisfazione in queste esperienze di sesso virtuale, posso dirle che le fantasie non sono tutte rappresentazioni destinate ad essere messe in atto. Lo spazio che sceglie è protettivo, protettivo dal contatto, e realizza senza realizzare delle esperienze fantastiche, godendo della protezione dello schermo del pc.
Sono le fragilità personali che trovano un’apparente risposta  in realtà sostitutive, ma il rischio è quello di perdersi in qualcosa di cui non si è potuta valutare l’essenza. È come essere attratti da una pianta carnivora, magari bellissima all’apparenza, ma destinata a rivelarsi divorante aldilà del suo aspetto invitante ed affascinante.
Non so quanto sia forte la coazione a perseverare in questa condotta che oggi scopre preoccupante. Le consiglierei, è ovvio, di smettere di frequentare questi luoghi di incontro illusorio e se non riuscisse di rivolgersi ad un collega che la possa aiutare.

Biagio Risina

Biagio Risina

Nato nel 1958, siciliano, laureato in medicina e chirurgia e specializzato in neuropsichiatria infantile.Abilitato all'esercizio  di psicoterapeuta sia per l'età evolutiva che per gli adulti,dal 1996 trasferitomi a Roma dirigo come Direttore Sanitario un centro di riabilitazione neuromotoria e psichica per bambini e adulti.

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