Caro Dottore,
mi chiamo Mario e abito a Milano, sono omosessuale dichiarato da sempre, ho 25 anni. Da poco tempo è finita la mia relazione che durava da 5 anni, una decisione che ho preso io a dispetto del fatto che eravamo fidanzati “in casa”, come si dice, e vivevamo insieme. I miei genitori e i suoi sapevano e approvavano il nostro amore, ma lo sentivo stretto e sono arrivato al punto di trovarlo asfissiante. Mi trovo in una metropoli in cui si fanno parecchi incontri con ragazzi ma ora mi riesce difficile affezionarmi a qualcuno, ho paura che prima o poi mi troverò a rimpiangere il mio ex. Io penso che le relazioni finiscano, l’amore si affievolisca e quindi io abbia fatto una mossa giusta, lasciando il mio ragazzo dopo così tanto tempo, e soprattutto una mossa razionale. Quello che non mi spiego è il mio stato d’animo che vacilla fra la voglia di libertà e la paura di rimanere solo.
Un saluto
Mario, Milano
Gentile Mario,
la fine di una storia può davvero avere molti motivi, ed è chiaro che non è questo lo spazio indicato per analizzare quelli che riguardano il suo specifico caso.
Un po’ è vero che, come lei dice, i rapporti si affievoliscono e finiscono, ma è anche vero che in molti casi questa è una constatazione che non contiene spiegazioni. Perché si affievolisce un rapporto? È necessariamente così? Forse è un concetto, quello dell’amore e della passione a tempo, mutuato dalla visione e dalla concezione consumistica del rapporto con tutto ciò che ci troviamo a vivere. Lascio queste considerazioni aperte, non perché voglia alimentare in lei dei dubbi circa la bontà della sua decisione riguardante la fine del rapporto importante di cui lei riferisce nella sua lettera, quanto invece per lasciare uno spazio di riflessione sul senso di un rapporto stabile e duraturo di cui lei sente il bisogno.
Perché cerca un compagno? Essere il compagno di qualcuno che ricambia vicendevolmente è una privazione di una certa quota di libertà personale, sacrificio necessario a colmare il vuoto della paura di rimanere soli, oppure è frutto di una scelta consapevole, quella di voler condividere aspetti importanti della propria vita con un altro che si è incontrato, si è imparato a conoscere, ha fatto nascere in noi il bisogno di migliorarci ed ha trovato in noi uguali stimoli?
I problemi che lei mi pone hanno bisogno a mio avviso di queste domande. Le risposte che ogni individuo può trovare sono sempre nuove ed uniche, anche quando in realtà arrivino a coincidere o somigliare a quelle che altri hanno trovato.
Le risposte migliori sono anche quelle trovate governando per quanto possibile le ansie che umanamente ogni individuo si trova a dover gestire, sono quelle trovate non sotto la spinta della soluzione urgente, ma quelle capaci di favorire un assetto personale utile ad incontrare l’altro e a stare in contatto con le proprie emozioni ed i propri sentimenti.
Si dia tempo quindi, e si appresti a conoscere importanti aspetti di se stesso, anche negli incontri che avverranno nella sua vita, cercando di apprendere dalle esperienze che la sua storia personale le riserverà.
In bocca al lupo e cordiali saluti
22
Settembre
- Written by Biagio Risina
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Siamo Pazzi? L'esperto risponde
La fine di una storia...
Biagio Risina
Nato nel 1958, siciliano, laureato in medicina e chirurgia e specializzato in neuropsichiatria infantile.Abilitato all'esercizio di psicoterapeuta sia per l'età evolutiva che per gli adulti,dal 1996 trasferitomi a Roma dirigo come Direttore Sanitario un centro di riabilitazione neuromotoria e psichica per bambini e adulti.
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