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Un maschiaccio in provincia

Caro Dottore,
sono una ragazza che vive in provincia di Roma, mi chiamo Roberta. Purtroppo fin da piccola ho dei problemi con i miei coetanei del paese in cui vivo. Fin da bambina, infatti, sono sempre stata un maschiaccio. Poi mi sono dichiarata in famiglia e con i miei amici più stretti e, come in tutti i piccoli paesi, le voci girano in fretta. Per questo vengo spesso insultata per il mio orientamento sessuale. Questo mi fa stare male, a volte ho paura addirittura di uscire di casa. Mi sento una emarginata. Secondo lei come dovrei reagire, come posso essere tranquilla e felice se ricevo queste angherie?

Grazie,

Roberta, provincia di Roma


Gentile Roberta,
lei è una ragazza di quanti anni innanzitutto? Sarebbe utile avere altre informazioni a riguardo della sua situazione per poterle rispondere con completezza.  Quella che lei descrive è una situazione di pressione sociale nella quale chi ha la fortuna di potersi far forte dell’appartenenza ad un gruppo al quale attribuisce la patente di giusto, misurato, normale, esprime il suo attacco verso tutto cio che, nella rappresentazione della realtà che li caratterizza e accompagna, si presta ad essere visto come non normale, non equilibrato o chissà che. Forse serve a poco farle presente che attacchi di questo genere, pur ferendola ed esercitando un’ingiusta pressione nei suoi confronti,hanno questa connotazione: l’espressione dell’ignoranza che non ha altro scopo che proteggere sé stessi attraverso l’attacco di tutto cio che si presta ad essere visto come fuori dai propri schemi personali e gruppali. Forse lei è molto giovane, e pur avendo molto probabilmente già dovuto faticare per far riconoscere quello che è connesso al suo senso di identità, avrà ancora parecchio da fare. Intendo dire che la protezione delle cose che per lei sono le più preziose (e tra questo rientrano senz’altro i suoi desideri, i suoi progetti, le sue inclinazioni e tutto il suo bisogno di comprendere e vivere il più pienamente possibile la sua vita.) devono essere legittimate pienamente in primo luogo da parte sua. I movmenti da gregge, prima ancora che da branco, che hanno come oggetto lei e la sua realtà personale sono una parte di realtà spiacevole e condizionante ala quale dovrà imparare ad assegnare lo spazio che si merita. Capisco che il percorso personale che le prospetto e che mi sembra fra quelli possibili, xoerente ai suoi bisogni, possa sembrarle un compito difficile a cui assolvere. La vita non è solo una battaglia personale contro forze avverse, è anche questo. Provi però a vedere tutto ciò che potenzialmente potrebbe unirla al mondo, tutto quello che al contrario sembra essere motivo di separazione da questo potrebbe assumere un aspetto diverso.
La saluto cordialmente e affettuosamente.

Last modified on Martedì 21 Settembre 2010 15:18
Biagio Risina

Biagio Risina

Nato nel 1958, siciliano, laureato in medicina e chirurgia e specializzato in neuropsichiatria infantile.Abilitato all'esercizio  di psicoterapeuta sia per l'età evolutiva che per gli adulti,dal 1996 trasferitomi a Roma dirigo come Direttore Sanitario un centro di riabilitazione neuromotoria e psichica per bambini e adulti.

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