Caro Dottore,
mi chiamo Guido, abito a Forlì e da dieci anni ho una relazione con una donna più matura di me, di mezza età. Una storia che va bene, che però non mi appaga abbastanza, in quanto sento spesso il bisogno di abbordare qualche uomo, su internet, o nelle stazioni o nei bar gay. Non mi ritengo omosessuale, tanto meno bisessuale visto che non provo mai affetto per gli uomini con cui ho rapporti sessuali, anzi li utilizzo come si utilizzerebbe un oggetto. Secondo lei come posso fare a guarire da queste mie voglie sessuali, o in caso inverso, è possibile che io abbia una omosessualità ancora inespressa?
La ringrazio
Guido, Forlì
Caro Guido
Le chiederei cosa cerca nel rapporto con il femminile e cosa in quello fugace, di consumo quasi, che
intrattiene occasionalmente con uomini pressoché sconosciuti. Un impulso di questo tipo, quello di correre alla ricerca di un maschile con cui condividere il piacere di incontri fugaci, assieme al legame vissuto con una donna di mezza età, come la chiama lei (ma lei Guido, quanti anni ha?), potrebbe parlare di molte cose. Forse prima fra tutte del suo bisogno di avere a disposizione un rapporto con un materno protettivo ma inappagante per quanto riguarda il suo bisogno di sentirsi uomo (non nel senso di etero o omosessuale ma uomo in quanto essere adulto), ed assieme del suo bisogno di incontrare unmaschile all’esterno, un maschile che nella sua esperienza di vita non è stato sufficientemente
rispecchiato e dentro di lei può avere la forma di qualcosa di assente, del bisogno di “nutrirsi”
del contatto concreto di un maschile di cui e da cui deve “rifornirsi”, non sentendosi stabilmente
identificato con una immagine maschile appunto. Mi chiede se tutto questo è qualcosa dalla quale si può guarire, o se non sia testimonianza di una omosessualità inespressa. Può essere tutte e due le cose. La cosa da cui comunque dovrebbe augurarsi di poter guarire è forse il senso di non libertà a coinvolgersi in un rapporto nel quale lei possa sentirsi soggetto adulto e paritario, condividendo con l’altro/a cose differenti da quelle che sembrano per lei le uniche possibili. Questa libertà, di cui lei sembra non poter disporre, credo sia la cosa più importante che deve augurarsi di poter realizzare. Sarebbe utile poter sapere (non solo nel suo caso) qualcosa in più a riguardo della sua esperienza di vita, non solo per me allo scopo di poterle fornire un parere più approfondito, ma per lei, per aiutarla a comprendere cosa ha cercato e cosa non c’è stato nella sua vita, che cosa c’è attualmente e cosa vorrebbe ci fosse, cosa può realizzare e cosa nel suo presente glielo impedisce o glielo rende difficile.
Buona riflessione
Dott. B.U. Risina

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