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Il disincanto dell'amore

Gentile Dottore,
mi chiamo Marco e abito a Napoli. Da circa una anno non ho più una relazione fissa. Sono stato insieme al mio compagno per ben dodici anni e dopo un periodo di scontri e crisi, tra cui anche un tradimento ci siamo lasciati, consapevoli del fatto di non poter più continuare la nostra storia d’amore. Ora non riesco più a legarmi a nessuno. Ci ho provato ma le mie nuove storie durano al massimo un paio di mesi. Mi rendo conto che è un mio problema, perché dopo un periodo di tempo molto breve inizio a stancarmi e voglio ritornare a essere single. Che consiglio può darmi?

Grazie,
Marco,
Napoli


Caro Marco,
L’esperienza di un legame che finisce è realmente complessa e non si esaurisce né comincia con la relazione vissuta. Nei legami vengono espresse in forma derivata le storie stesse delle persone che nel legame sono coinvolte. Queste esperienze possono essere vissute, come nel suo caso, come un qualcosa che, incomprensibilmente, si trasforma nel tempo lasciando spazio al bisogno di ciascuno dei partner di “lasciare il segno” nell’altro, di ferirlo esprimendo rabbie e rimproveri, a volte anche silenti ma non per questo meno pesanti da vivere di quanto non sarebbero se questi venissero concretamente espressi. Lo spazio che inizialmente era stato occupato dal bisogno di condivisione, dalla passione e dalla voglia di “bene” per l’altro (volere bene è volere il bene dell’altro) viene occupato, invaso dall’espressione di altro, non facilmente comprensibile. Che oggi lei conservi quest’immagine e la leghi al rapporto stesso, in generale, è forse uno dei motivi che rendono difficile per lei aprirsi ad una nuova esperienza di rapporto. Rimanere single è anche una forma di difesa nei confronti del timore di poter vedere nuovamente esprimersi le forze disgreganti potenzialmente presenti in ogni rapporto. Queste forze disgreganti prendono il nome di noia, di abitudine, di calo della disponibilità a lasciare uno spazio all’altro, di incapacità di mantenersi e viversi uniti pur essendo esseri distinti, di incapacità ad essere non fusi all’altro ma uno per l’altro. A volte la fine di un rapporto è il risultato di qualcosa che non è stato debitamente riconosciuto in corso d’opera, qualcosa che non si è fatto o qualcosa a cui si è lasciata una acritica libertà di espressione senza chiedersi seriamente perchè, a volte è la vera presa d’atto del fatto che in quel rapporto c’era effettivamente qualcosa di sbagliato, che forse parte di quel qualcosa era portato dentro al rapporto da noi stessi. In questo senso un nuovo rapporto può essere l’occasione per viverlo in maniera differente da quello/i precedente/i. la paura di lasciarsi andare ad una nuova occasione può essere la paura di non essere capaci di sfruttare una nuova occasione, può prendere la forma del disincanto che non crede più al proprio bisogno di unirsi all’altro e lo associa ad una sorta di debolezza affettiva. Usi questo tempo caratterizzato dal suo bisogno di non coinvolgersi per cercare di capire cosa vuole, cosa cerca, cosa vuole incontrare nel suo percorso e cosa vuole condividere con quel qualcuno che idealmente potrebbe essere un suo compagno, un complice prezioso della sua esperienza di vita, e si riservi la libertà di scegliere se mettersi dentro ad un rapporto consapevole della possibilità per lei di poterlo costruire, di poterlo sognare e realizzare assieme a qualcuno che non si entusiasmi solo inizialmente, quando tutto è molto più sogno che non si contamina con la realtà di un rapporto vivo.

Saluti

Last modified on Sabato 11 Settembre 2010 17:10

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