Gentile Dottore,
spero che lei possa darmi qualche consiglio utile. Ho diciannove anni, mi chiamo Rodolfo, e non sono come si suole dire un ragazzo da copertina. Infatti non ho pettorali da mostrare, ho un po’ di pancia e mi sento anche bruttino per le imperfezioni del mio viso. Insomma, andando di tanto in tanto in qualche locale gay di Roma mi sento inferiore rispetto a tutti quelli che sembrano usciti da un articolo di una rivista patinata. Questa mia fissazione mi rende timido e non adatto a questi luoghi, tanto che molto spesso preferisco rimanere in casa, piuttosto che uscire con gli amici. Spero che lei abbia per me qualche buona parola, poiché ho una terribile paura di non trovare mai la mia anima gemella.
Cordialmente, Rodolfo
Caro Rodolfo,
a lei che tipo di uomo piace? Da cosa è attratto? Mi parla del suo sentimento di inadeguatezza, del suo timore di non essere desiderabile, del suo corpo che non coincide in niente con quello che per lei stesso sembra coincidere con l’aspetto ideale che un uomo dovrebbe avere. È vero che certi ideali fanno parte del senso estetico comune condiviso, è anche vero tuttavia che non tutti coloro che non corrispondono a questi canoni vivono e provano i medesimi sentimenti di cui lei mi fa partecipe nella sua. Mi viene da chiederle come mai lei sia così inclemente con sé stesso. Forse la scarsa accettazione di quello che la riguarda ha caratterizzato e investito in maniera pesante la sua esperienza personale da sempre, da quando si ponevano le fondamenta della sua personalità. Potrei consigliarle un maggior impegno nella sua cura personale. A me però non piace dar consigli. Credo possa essere più utile porre domande e allora lo faccio: pensa che mettere più attenzione, più fiducia, più energia in tutto ciò che potenzialmente potrebbe farla star meglio con se stesso ed il suo corpo potrebbe esserle utile? Se la sua risposta è si, lo faccia, se ne prenda maggiormente cura e cerchi di essere libero di farsi sorprendere da quello che puà accadere Se la sua risposta è: potrebbe esserlo ma non riesco a far niente, le chiederei come mai, le chiederei di riflettere sui motivi che le rendono così difficile pensare che potrebbe sentirsi meglio di come non si senta oggi. Per trovare un’anima gemella è probabilmente indispensabile trovare la propria, sapere ciò che possiamo condividere con l’altro. A volte sapere che con l’altro possiamo condividere anche un po’ di fiducia in noi stessi può aiutare. È un invito a provare a vedersi in altri modi, a costruire vie di uscita dalle proprie gabbie psichiche.
Un sincero in bocca al lupo per tutto.

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