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Displaying items by tag: parigi
Lunedì 30 Gennaio 2012 13:57

La fenice di Parigi

Si dice “Parigi è sempre Parigi”. Ma quest’anno, all’ombra della torre Eiffel, complice lo sguardo distratto di Monna Lisa (guarda caso anche lei italiana) il nostro assolo è stato più vigoroso che mai. Ed è stato così forte da essere stato udito anche negli antri più reconditi degli atelier francesi, notoriamente silenti come chiostri di clausura.
Durante le giornate dell’alta moda in cui le collezioni sono state celebrazioni dell’arte stessa di fare couture, abbiamo dimostrato al mondo cosa siamo capaci di fare in condizioni ottimali. E Parigi di occasioni ottimali ne offre in quantità.
L’haute couture risorge, incurante della recessione economica, dei problemi dei comuni mortali, gelosa custode di mestieri e tradizioni che fanno parte di un patrimonio dell’umanità da salvaguardare.
La parte del leone della prima giornata l’ha fatta Donatella Versace che non solo ha inaugurato il calendario, ma si unisce ad Armani, Riccardo Tesci, Valentino, Gianbattista Valli nel rappresentare il bel paese nel paese più sciovinista del mondo.
Il ritorno dopo 8 anni di assenza sulle passerelle con la sua linea Atelier , è stato possibile tramite i vertiginosi guadagni accumulati con  la  collaborazione di H& M, e ha ricordato a tutti che questa maison CREA abiti di alta moda.
Da una scalinata di acciaio dorato scintillante le modelle sono scese, inarrivabili, con suntuosi abiti da sera di una maestria sartoriale e di un glamour vertiginoso, capolavori dotati di lamine che seguivano le curve del corpo dando un effetto tridimensionale inedito che ricordava le scale immaginarie e senza sbocco del Piranesi e che duellavano con lussureggianti ricami in cristalli Swaroski.
Seconda stagione per Gianbattista Valli: “Il ricco che non spende è ancora più volgare di quello che spende”. E, forte di questa sua stentorea affermazione, conferma il suo aplomb stilisticamente inattaccabile con abiti di paillettes, pizzo macrame portabilissimi e di un lusso discreto, mentre l’orfana più famosa del mondo, la maison Dior con ancora Bill Gaytten alla guida, rielabora i propri classici come se fossero esaminati ai raggi x in positivo e negativo.
Quindi via alle Bar suit, alle giacche strizzate in vita da alte cinture che si aprono su gonne a corolla, citazione obbligatoria del “New look”, agli immensi e tuttavia leggerissimi abiti da ballo in organza. Una collezione questa volta senza sbavature stilistiche. Ma i “vedovi Galliano” che manifestavano fuori reclamandone il ritorno a gran voce, sono rimasti ancora una volta insoddisfatti per la mancanza di quella scintilla geniale tipica del  passato.
Colli montati e scostati, vita bassa, volumi importanti per la maniche e scollature scese sulle spalle, la collezione di Chanel, incentrata su 154  tonalità dell’azzurro, è quasi un omaggio ai giorni gloriosi della Pan Am, un trend che si era già visto lo scorso anno.
Lo zar della moda, a 70 anni, riesce ancora a stupire per la freschezza e la vitalità delle sue intuizioni e riconferma, ancora una volta, l’importanza primordiale di Mademoiselle per lo sportswear.
La metamorfosi di Kafka sembra essere l’ispirazione per la sfilata di Armani Prive, che tra giacche con baschine affilate come lame di rasoio dai tagli impeccabili, scaglie di coccodrillo e paillettes a rappresentare ali di farfalla che si liberano dal bozzolo, dispiega una liberta creativà che  il pret-a-porter per ovvie ragioni non può raggiungere. Una collezione senza un vero filo conduttore se non quello della creazione pura scevra da interessi economici.
Meno celebrali del solito e più portabili, gli abiti di Martin Margiela Artisanal spaziano tra un omaggio dalle decorazioni hockney inglesi con migliaia di bottoni in madreperla ai soprabiti trasparenti in corda che diventa tessuto con la paziente lavorazione.
Elie Saab prende abiti dalle linee pulitissime dal sapore anni 50 e li rende scintillanti di ricami in bianco e le più tenui tonalità pastello.
Stephane Rolland riscopre la cinetica di Michele Deverne, artista quasi dimenticato. E con questa fonte di ispirazione che ha il sapore dell’archeologia moderna, riesuma anche Jasmine Le Bon che chiude la sfilata con un abito rosso da 50 chili decorato in piastre d’acciaio laccate che non poteva essere indossato dalle filiformi indossatrici. E filiforme Jasmine Le Bon non lo è da un pezzo.  L’arte di esplorare il tessuto in tutte le sue possibilità è l’anima stessa della sfilata che ha come  risultato una collezione estremamente geometrica che ha fatto scintillare decorazioni in  acciaio dorato, tipo cinti di Ippolita su abiti di organza fluenti da vestale futurista.
Eterea e impalpabile come la brina primaverile, la sfilata di Valentino rende omaggio non solo alla famosa collezione bianca degli anni ’60, ma la rivede e corregge con l’aiuto de “les petite mains” dell’atelier, vere star indiscusse di queste creazioni, artefici silenziose di capolavori in tessuto impreziosito di mille e mille lavorazioni rese possibile dal loro talento e dalla loro  bravura.
Grande, grande Jean Paul Gaultier che omaggia Amy Winehouse, con tutte le declinazioni stilistiche di questo tormentato personaggio che ci ha lasciati troppo presto.
Quindi corpetti con micro shorts, soprabiti, ballerine e beehave nei capelli per arrivare al finale con le modelle coperte di veli neri.
Di nuovo Riccardo Tesci per Givenchy sceglie una presentazione statica per presentare i suoi capolavori. Modelle immobili con mega anello a naso, tra cui anche la ormai quasi cinquantenne Kristen McMenamy, permettono l’analisi dettagliata della minuzia dell’artigianato del suo atelier che si unisce festoso alla celebrazione dei suoi sette anni come direttore artistico in una personalissima rielaborazione del post-costruttivismo russo e dei suoi capolavori cinematografici.
E mentre i riflettori si spengono su questo spettacolo di lusso abbagliante, viene da rallegrarsi che nel 2012, nonostante la miseria spirituale che ci circonda, l’uomo sia ancora capace di produrre bellezza!
Published in Fashion
Domani 24 gennaio a partire dalle ore 15:00, in live streaming dal suo studio di registrazione di Parigi, Bob Sinclar sarà il protagonista della prima sociale live interview.
L’evento è organizzato e promosso da Cubomusica, la nuova piattaforma musicale di Telecom Italia.
Per incontrare il celebre artista francese basterà dunque collegarsi alla pagina Facebook di Tim, dove sarà possibile dialogare in real time con Sinclar che risponderà alle tutte le domande e le curiosità che i fan vorranno porre.
Dopo il tormentone dell’estate 2011, “Far l’amore”, che ha fatto ballare migliaia di persone in tutto il mondo, Sinclar ha curato la colonna sonora dell’ultimo cinepanettone di Neri Parenti, “Vacanze Di Natale a Cortina”, in cui si è anche cimentato come attore vestendo i panni di se stesso.
Brano di punta del film “F*** with You”, nato dalla collaborazione con la celebre cantante inglese Sophie Ellis Bextor, seguito a poca distanza da “Rock the Boat”. I due singoli anticipano l’uscita del suo nuovo album “Disco Crash”.
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Lunedì 28 Novembre 2011 16:25

Inarrestabile Shakira

Fan di Shakira, save the date: giovedì prossimo, 1 dicembre, la reginetta colombiana sarà protagonista nelle sale cinematografiche con una selezione dei più bei momenti del concerto 'Live From Paris', tenutosi il 14 giugno scorso al Palais Omnisports di Bercy, nella capitale francese.
In più, verrà presentata una speciale intervista realizzata da Shakira direttamente dai Latin Grammy a Las Vegas, pensata appositamente per i suoi fan italiani. Già ambasciatrice dell'UNICEF, la cantante attraversa un periodo particolarmente pieno di soddisfazioni: è stata la prima artista colombiana a ricevere una stella sulla Hollywood Walk of Fame, la stessa che accoglie  Ricky Martin e Cristiana Aguileira e  il suo album "Sal el sol" ha vinto ai Latin Grammy il Premio come miglior album femminile.
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Venerdì 14 Ottobre 2011 12:16

“Sauna”, il musical sul mondo gay

Dopo il successo riscosso nella precedente toruneè, torna al Théâtre Clavel di Parigi “Sauna”, musical creato nel 2006 da Tim e Esther Evanicki Daack a Orlando negli Stati Uniti. Il tutto è costruito su quanto succede in una sauna gay. Si tratta di una commedia molto hot, sexy e tutta al maschile con quattro attori che indossano solo un asciugamano e un pianista. La storia narra i primi passi di un giovane gay nell’accettarsi come omosessuale. Con umorismo e parodia sono messi in scena i clichè sulla cultra gay, sull’auto-accettazione e sulla tolleranza.
Stando alla critica, si tratta di una pièce molto ben riuscita e, a prescindere dall’orientamento sessuale dello spettatore, ci si potrà riconoscere in molti momenti: forse perché, attraverso la sauna, si è voluto raccontare l’eterna ricerca dell’amore, tema che accomuna tutti.
Published in Culture
Lunedì 27 Giugno 2011 13:15

Bob Sinclar al Gay Village il 30 Giugno

Nell'unica data italiana del suo tour estivo, giovedì 30 giugno salirà alla consolle del Gay Village di Roma, al Parco del Ninfeo, Bob Sinclar, il celebre dj francese.
Bob Sinclar è arrivato alla popolarità mondiale nel 2005 con la canzone ''Love Generation'' e fino alla recente ''Far l'amore'' - remix del brano del 1976 ''A far l'amore comincia tu'' di Raffaella Carrà - è un crescendo di successi, tour mondiali, collaborazioni con il mondo della moda e milioni di dischi venduti.
Bob Sinclar è anche produttore discografico ed è proprietario della casa discografica Yellow Productions con sede a Parigi. Ha iniziato a suonare funky e hip-hop a 17 anni con il nome di Chris The French Kiss, ma in seguito ha cambiato il suo nome, quello che lo ha portato alla celebrità.
Published in Musica
Settimana di rivendicazione per la comunità lgbt internazionale, una settimana importante che ha visto scendere in piazza non solo i pride ma ha assistito alla storica decisione della Stato di New York di legalizzare le nozze gay.  Berlino e Parigi hanno messo in scena la loro personale manifestazione dell’orgoglio omosessuale.
La 33esima edizione della “Christopher Street Day”, il gay pride di Berlino, tra i più famosi al mondo, ha coinvolto più di un milione di persone. Quest’anno omosessuali, lesbiche e transgender hanno preparato anche una  grande protesta contro il Papa Benedetto XVI in occasione della sua visita il 22 settembre, contro la sua politica poco gay friendly e convinti che il pontefice sia il “responsabile della loro oppressione”.
Nella petizione, firmata da 1620 persone, si legge «Ci rivolgiamo contro il Papa in quanto uno dei principali responsabili dell'oppressione di lesbiche, gay e transgender nel mondo. Sul piano internazionale lo stato vaticano combatte al fianco di brutali dittature contro i diritti di lesbiche, gay e transgender». Il 22 settembre si svolgerà dunque una grande manifestazione “contro l’omofobia nella politica sessuale e dei sessi del Papa”, organizzata da una coalizione di 33 organizzazioni unite sotto il nome di “Il Papa arriva!”.
Ma anche la capitale francese ha rivendicato la necessità di un cambiamento politico e culturale. Alla “Marché des Fiertés”, il gay pride parigino, hanno partecipato più di 500mila persone tra omosessuali ed eterosessuali, in un’interminabile carovana danzante. Serate a tema in tutta la città soprattutto nel distretto di Marais. Il gay pride di Parigi ha preso il via alle 14 da Place du 18 Juin, fermata della metro Montparnasse-Bienvenue, per percorrere la città attraverso Boulevard du Montparnasse, Boulevard St-Germain fino alla grande festa finale di Place de la Bastille.
Dal 1971, in Francia, esiste un movimento omosessuale molto compatto e visibile. La prima manifestazione omosessuale indipendente organizzata nel paese risale al 1977, seguita a ruota da manifestazioni contro la discriminazione negli anni successivi.
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Mercoledì 22 Settembre 2010 10:33

Parigi e New York le città più infedeli

Secondo una classifica stilata attraverso un sondaggio organizzato da Gleeden, un sito dedicato agli incontri extraconiugali che vanta quasi 400 mila iscritti, Parigi e New York risultano le città più infedeli. Il sondaggio, realizzato tra mille iscritti di cui 580 uomini e 420 donne, ha visto rispondere alla domanda «Quale città ha il maggior numero di infedeli secondo voi?».
Dunque le icone di Maria Antonietta e Carrie Bradshaw rendono una immagine di libertà e frenesia della quotidianità alle due metropoli. Segue in classifica: Milano, in quanto santuario della moda, dei viaggi d’affari e dunque dei viaggiatori che cedono volentieri alle tentazioni. Al terzo posto la città spagnola con la movida più frenetica: Barcellona, seguita poi da Bruxelles. Quinto posto ex aequo per Marsiglia e Roma.
Venezia dunque perde il fascino della città romantica per antonomasia in quanto gli amanti di oggi preferiscono le metropoli e in generale le grandi città perché è più facile passare inosservati e darsi appuntamento in un quartiere lontano dal proprio. In una piccola città bisogna stare attenti a non farsi scoprire mentre l’estensione e la densità abitativa di una metropoli in questo non ha paragoni. In ogni caso le percentuali cambiano se si sceglie una città in cui avere una scappatella romantica, in questo caso Parigi si conferma prima (37 %),  seguita da Roma (28 %), Amsterdam (19 %), Barcellona (12 %), Londra (4 %).

Published in Travel