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Lunedì 06 Febbraio 2012 12:22

C’ho du’ Pon Pon...

Se Madonna avesse pensato che chi semina vento raccoglie tempesta, si sarebbe ben guardata dal girare l’ultimo video. Infatti, nel 1974 usci un filmaccio porno soft, “Le ragazze pon pon”, che aveva come poster lo scheletro di un uomo con una parrucca dentro ad un letto e la didascalia recitava "ridotto in questo stato dopo aver passato la notte con le ragazze pon pon".
E infatti ce ne fa vedere pure troppi durante l’odissea musicale di “Gimme all your luvin”, contornata com’è, da cheerleaders.
Da parte mia, le aborro. Solitamente sono una banda di disgraziate dai limiti di età abbondantemente superati per indossare una gonna a pieghe che fa vedere le mutande, possibilmente bionde ossigenate, e a forza di sbattersi e allenarsi a fare coreografie idiote, vengono bocciate a scuola tutti gli anni. Ma il lato più deprimente delle ragazze pon pon è che sperano, facendo intravedere quello che vorrebbero fosse il vero trofeo a fine partita ad una banda di  nerboruti giocatori a cui di solito non frega niente se finiscono tutte infilzate sulla rete di protezione  nel tentativo di fare la piramide umana, che qualcuno se le sposi e le porti via dalle tristissime province americane nelle quali sono cresciute.
Quindi già da questa mia affermazione capite il mio acuto risentimento quando ho visto l’ultimo video dell’ormai attempata regina del pop.
La prima associazione di idee che ho fatto vedendo insieme Madonna, Nicki Minaj e M.I.A. è stata “King, Soldatino e D’Artagnan”, il tris di cavalli che Enrico Montesano gioca nel film “Febbre da cavallo”.
Il video ha una sequenza impressionante di vittime illustri. La prima è il logo dell’Adidas, che è finito grottescamente ingigantito sulle tette misura cofano della Smart di Nicki Minaj, dimostrando ancora una volta la sua tendenza all’autolesionismo comparendo nuovamente al lato di gente magra. La seconda vittima è il solito crocefisso. Indossato da Madonna su un golfino d’angora diventato di tre misure più piccolo dopo che la colf del Malawi lo ha messo in lavatrice con il lavaggio sbagliato e reggiseno leopardato alla Liana Orfei, lo ha scelto extra large giusto per essere sicura che anche un cattolico cieco lo possa vedere sballonzare. La terza vittima è la povera M.I.A, giunta con un carro merci dalla Lituania al porto di Civitavecchia e da lì imbarcata su una chiatta destinazione “USA”.
Arrivata completamente denutrita dalla sua patria natia, nel video si vede poco perchè passa il tempo a rifocillarsi con il buffet che la produzione aveva allestito vicino alla sala trucco.
Altro caduto in azione è il parrucchiere di Madonna che, dopo essere stato torturato con bigodini bollenti nel vano tentativo di renderla giovanile, ha ritirato fuori i leggendari boccoli usati durante il “Blond Ambition Tour” di venti anni fa, con l’unica differenza che l'ha fatta sembrare zia Pina che si è fatta la tinta a casa.
La presenza di Nicki Minaj è stata determinante visto che qualsiasi cosa indossa sembra sempre Pippo l’ippopotamo dei pannolini Lines, quelli con l’elastico alto per contenere il bagnato e che  Madonna usa, in nero, insieme ad un paio di scarpe di Sergio Rossi e un top in pelle e pizzo per tutta la prima parte del video.
A 54 anni un po’ di incontinenza capita. L’idea che all’età sua possa ancora cercare di vendersi come ninfetta pruriginosa con uno stuolo di adoranti giocatori di football ai suoi piedi è francamente assurda a meno che non li abbia reclutati nel braccio dei detenuti con tendenze gerontofile del carcere di New York.
La sequenza in bianco del nostro terzetto vede Madonna con i già citati boccoli e un micro abito fatto con le tende di pizzo del salotto di Brigitta, la spasimante di Paperon de Paperoni, che sua figlia Lourdes ha rubato durante la sua ultima visita a Disneyworld e che lascia intravedere di nuovo il pannolone Lines, questa volta nella più classica versione bianca; Niki Minaj, più chiatta che mai, cerca di nascondere le cosce mantecate a forza di pollo fritto e hamburgers con un velo di chiffon quando un bel tappeto o meglio ancora un’ingessatura avrebbero raggiunto immediatamente lo scopo. E M.I.A che finalmente rinfrancata dai tramezzini, con vece flebile canta due note e alza il dito medio mandandoci a quel paese, un chiaro invito a riportarla tra la carestia della sua terra natia. Le uniche vere vincitrici di tutto questo pasticcio sono le mercerie di Brooklyn che si sono liberate di tutte le giacenze, ferme dal 1978, di calza di filanca fumee di cui si fa un uso smodato durante tutto il video.
Detto questo, mi inchino e con me tutta l’America per un uno show del Superbowl che, seppur con ovvie cadute  di kitsch, entra a pieno titolo tra i  grandi spettacoli  fatti durante il più grande evento sportivo degli USA.
Onore quindi a Madonna che ha dimostrato di essere ancora la regina del pop, relegando almeno per un po’ in un cantuccio Lady Gaga, definita dalla cantante “reductive".
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