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Lunedì 26 Marzo 2012 13:25
Youtube, “Girl gone wild" è troppo volgare
Il nuovo video video di Madonna è stato semi-censurato da youtube, a causa di alcune scene troppo esplicite: nel video di "Girl gone wild" Madonna è l'unica donna, circondata da maschi semi nudi che si abbracciano fra loro e che, in alcune scene, lasciano scoperto il fondoschiena; in altre, invece, è troppo evidente il richiamo a pratiche sadomaso. «Youtube ha deciso che il video è troppo volgare e dovrebbe essere visto solo da chi ha più di 18 anni - ha detto al New York Post una fonte vicina a sito - ed ora è molto difficile trovarlo sulla piattaforma. Youtube ha inviato al team di Madonna una lista di riprese che dovrebbero essere tagliate per rendere visibile a tutti "Girl gone wild"».
Madgie ha così commentato: «Ci si aspetta che io, nel video, faccia follie. Come si possono fare follie senza darsi da fare? È questa la domanda a cui dovrebbero rispondere». Il manager di Madonna si è mostrato amareggiato: «C'è qualcosa che non cambia mai. È una regressione al 1990, quando MTV si rifiutò di trasmettere "Justify my love"».
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Venerdì 23 Marzo 2012 14:39
Madonna non volerà a San Pietroburgo in favore degli attivisti gay
Gli attivisti di San Pietroburgo si aspettavano un arrivo imminente di Madonna in favore della loro protesta contro le ultime leggi discriminatorie nella loro città: ma la popstar ha declinato l'invito, rispondendo su facebook che dimostrerà il suo supporto alla comunità lgbt russa durante il suo concerto, previsto ad agosto. «Verrò a san Pietroburgo - ha detto miss Ciccone - a parlare per la comunità gay, per supportarla e dare coraggio e ispirazione a chiunque sia o si senta oppresso». Decisione non gradita da chi protesta contro la decisione dell'amministrazione di San Pietroburgo di vietare le manifestazioni che, in qualche modo, siano "volte alla promozione della sodomia, del lesbismo, della bisessualità e del ‘transgenderismo’ tra i minori".
Ed ora, la giornalista russa Masha Gessen fa sapere che «La legislazione non consente di promuovere cause giudiziarie contro la legge: un avvocato che avesse il coraggio di dire che le relazioni tra omosessuali non sono inferiori a quelli eterosessuali potrebbe essere multato», ha scritto la Gessen sull'Herald Tribune.
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Mercoledì 14 Marzo 2012 12:35
Madonna, confermata la terza data italiana del "2012 World Tour"
Un tris di date per il tour di Madonna in Italia. È stata confermata la notizia che, oltre a Milano e Firenze, Madonna terrà anche un concerto allo Stadio olimpico di Roma, il 12 giugno prossimo. Il "2012 World Tour" partirà da TelAviv il 29 maggio; Sarà a San Siro il 14 giugno e il 16 allo Stadio Franchi del capoluogo toscano; la data di Roma è stata aggiunta in seguito all'annullamento del concerto che doveva tenersi a Zagabria, in Croazia. Nel frattempo aspettiamo il 29 marzo, quando uscirà il nuovo album MDNA, mentre si rincorrono sul web i teaser e le preview dei singoli brani. Qui sotto potete ascoltare il nuovo singolo, "Girl gone wild", prodotto in collaborazione con il DJ italiano Benny Benassi.
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Lunedì 05 Marzo 2012 13:12
"Truth or dare", in blu ray il documentario su Madonna
Il 3 aprile uscirà la versione blu ray di "Truth or dare", il documentario su Madonna girato nel 1991, dove la performer si raccontava dietro le quinte, appena prima e subito dopo i concerti del Blond Ambition world tour del 1990.
In Italia uscì col titolo "A letto con Madonna", e suscitò polemiche per il linguaggio esplicito e per le scene in cui la star simulava un rapporto sessuale con una bottiglia d'acqua. Oppure, per la scena in cui giocano a "Truth or dare", un equivalente del nostro gioco della bottiglia, e dove Madonna incoraggia due dancers a baciarsi e poi a mostrare le loro parti basse.
Il documentario presentava anche il corpo di ballo, dove molti componenti erano gay e Madonna doveva spesso comportarsi da madre premurosa e super partes per placare le liti che avvenivano tra i ballerini, come quella tra l'unico componente etero del gruppo ed un ballerino gay.
«La gente pensa che essere una star sia fantastico: stare al centro dell'attenzione, avere persone intorno che ti scattano continuamente foto, avere gente che ti adora ed essere smisuratamente ricchi. E sapete una cosa: hanno assolutamente ragione!».
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Lunedì 13 Febbraio 2012 12:57
I figli delle stelle degli anni 80
L'aquila delle Filippine, l'animale più raro e prestigioso mai ospitato in quello che allora si chiamava lo zoo di Roma, morì due anni dopo la mia nascita e 41 anni di cattività. Io, chiaramente, non ricordo di averla vista. Mio padre mi indicava sempre, durante le nostre numerosissime visite, la sua gabbia, che e' rimasta vuota da allora, forse un inconscio monumento ad una libertà perduta. A ripensarci, immaginando come potesse essere stato il maestoso rapace che l'abitava, si unisce un altro ricordo che ha a che fare con un decesso: il rumore degli spari che, tuonando nelle mie orecchie, uccisero Mikis Mantakas a Piazza del Risorgimento, dove la mia meravigliosa tata, Rosetta, di cui ero innamorato, mi portava a giocare. E sento ancora, vivida, la forza delle sue braccia nel trascinarmi in salvo da quell'orrore correndo dentro ad un portone, in fuga da quegli anni che misero sotto un assedio senza pietà la democrazia dell'Italia, precipitata con le sue sanguinosissime lotte politiche in una spirale di violenza inaudita. Un'atmosfera da guerra civile che ci inghiottiva in un baratro senza fondo, lo stesso baratro di degrado dove era caduto lo zoo di Roma senza più la sua aquila. Da allora l'ho cercata spesso ma non l'ho mai trovata in nessuno zoo. Allo stesso modo ho cercato, e cerco ancora, le carezze nei capelli e gli aromi della buccia degli aranci che Rosetta bruciava sulla stufa nelle notti d'inverno. Anni tristi gli anni 70, un clima di austerità, di stregonerie e sortilegi politici, il tema sul rapimento di Aldo Moro in terza elementare, le stragi di Piazza Fontana e di Piazza della Loggia, e di nuovo le passeggiate tra i tristi e decadenti viali dello zoo che, come già accennato, in quello stesso periodo viveva il suo momento di crisi più acuto, allineandosi al dolore e all'incertezza di un paese destabilizzato e depredato degli ideali, giusti o sbagliati che fossero, su cui si era sempre fondato. Mentre Alan Sorrenti profetizzava il nostro arrivo con "Figli delle stelle", una canzone che strideva acutamente con gli slogan di protesta dei cortei, noi crescevamo. Dopo gli ultimi, atroci sussulti da Ustica e Bologna , come se nulla fosse successo, la guerriglia terminava, gli anni non erano più "di piombo", le primavere terminarono di essere chiamate "di sangue" o "nere" dalla stampa ed io non avevo più bisogno della tata. Erano arrivati gli anni 80.
Se ne e' tanto parlato e se ne continua a parlare. Al loro crollo, e con questo tutti i frivoli ideali che li rappresentavano, sono stati vituperati, rinnegati, odiati. I sociologi li hanno bollati e scartati come una memoria da triturare e dare in pasto al pollame politico che li macellava come il capro espiatorio di un'orgia di eccessi che ci aveva lasciati tutti con una sgradevolissima sbornia. Ma per me, per la mia generazione di adolescenti privilegiati, ricchi e invincibili, no. Gli anni 80 sono stati per noi come quelle strutture create apposta per le Olimpiadi e poi abbandonate. O il porto di Trieste, che ha vissuto una fulgida stagione duranti gli anni del fasto austro ungarico e, con lo sfaldarsi del suo impero, ha perso la sua ragione di esistere. E noi, traditi da quell'ideologia di eroica avidità consumistica con la quale eravamo cresciuti, perdevamo la nostra, insieme alle scommesse fatte e non vinte con vita, credendo che quella spensieratezza, quella invincibilità, quella bellezza indecente dell'adolescenza durassero per sempre. Che quella ricchezza avrebbe sostenuto per sempre i nostri suntuosi capricci. Erano anni incoscienti, inebrianti e ancora più inebriante è stato essere giovane in quel periodo, quando la staticità dei sentimenti della maturità, prossima a venire, era posta sotto inquisizione dal turbinio ormonale dei nostri corpi inquieti e frementi. Quel benessere generale, seppur effimero, quell'ottimismo artificiale e vuoto, quell'età dell'innocenza che avremmo perduto di lì a poco sotto il maglio di Mani pulite e di una inarrestabile presa di coscienza economica, pagata con le monetine lanciate a Bettino Craxi, contribuì non poco ad alimentare quel senso di ferocia di vivere che ci avrebbe lasciato le mandibole doloranti a forza di strappare ai nostri giorni, che volavano via, come una spider rossa senza freni, ogni gioia. Come avremo potuto mai avvistare, all'orizzonte ancora fiammeggiante del sole della gioventù, gli anni di grama felicità, di inettitudine sentimentale e perduta ricchezza che li avrebbero seguiti? Erano gli anni dei fiocchi di Naj Oleari sulle Superga, dei piumini Moncler e Ciesse, delle Tods con i chiodini che si consumavano subito e delle Timberland col "carro armato" che ci venivano rubate dai ragazzi meno fortunati delle periferie, inferni creati dagli sciacalli della speculazione edilizia. L'epoca dei grandi balli delle debuttanti, degli eccessi stilistici di Gaultier e Mugler, e delle spallone giganti sul punto vita strizzato di Valentino e le sue sfilate a Piazza di Spagna, del "Cacao meravigliao", di "People from Ibiza" e della musica usa e getta. L'alta moda a Roma celebrava i suoi ultimi fasti con Donna sotto le stelle, i memorabili mondiali dell'82 ci regalavano un sogno che non avremmo mai dimenticato, la Berté andava a Sanremo con una gravidanza isterica e Madonna cantava "Material girl". I nostri templi erano l'"Area" di Cortina, il "Nephenta" della "Milano da bere", l'"Hysteria" prima e il "Gilda" poi a Roma e "Il tartarughino" di Porto Rotondo. E fiumi di denaro, balle di banconote che venivano spese con l'argano in questa meravigliosa celebrazione di fasti pagani. Accadevano certamente cose importanti nel mondo ma non ci interessavano, distratti come eravamo dalla celebrazione della nostra presunta immortalità, fomentata fino ai primi anni 90 dalle supermodels e dalla consacrazione di quel lusso privilegiato. E crescevamo, martiri fieri che si immolavano superbamente tra le fiamme di quel fuoco fulgido.
Sono passate tante stagioni, bruciate via dal calore dei giorni che, sgommando, hanno lasciato sull'asfalto le tracce della nostra gioventù e che schizzavano via come pallottole vaganti. E mentre cerco di ingannare la mezza età che avanza, capisco l'immensa libertà e le infinite benedizioni che questa vita mi ha dato. Sono un figlio degli anni 80. Sono stato ricco, sono stato privilegiato e invincibile. Adesso devo solo diventare saggio, di quella saggezza che non ha necessariamente a che fare con la vecchiaia. E forse sono sulla buona strada, da quando ho smesso di cercare l 'aquila delle Filippine, visto che l'ultima vista fuori dalla sua patria di origine e' morta in uno zoo europeo nel 1988....
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Lunedì 06 Febbraio 2012 12:22
C’ho du’ Pon Pon...
Se Madonna avesse pensato che chi semina vento raccoglie tempesta, si sarebbe ben guardata dal girare l’ultimo video. Infatti, nel 1974 usci un filmaccio porno soft, “Le ragazze pon pon”, che aveva come poster lo scheletro di un uomo con una parrucca dentro ad un letto e la didascalia recitava "ridotto in questo stato dopo aver passato la notte con le ragazze pon pon".
E infatti ce ne fa vedere pure troppi durante l’odissea musicale di “Gimme all your luvin”, contornata com’è, da cheerleaders.
Da parte mia, le aborro. Solitamente sono una banda di disgraziate dai limiti di età abbondantemente superati per indossare una gonna a pieghe che fa vedere le mutande, possibilmente bionde ossigenate, e a forza di sbattersi e allenarsi a fare coreografie idiote, vengono bocciate a scuola tutti gli anni. Ma il lato più deprimente delle ragazze pon pon è che sperano, facendo intravedere quello che vorrebbero fosse il vero trofeo a fine partita ad una banda di nerboruti giocatori a cui di solito non frega niente se finiscono tutte infilzate sulla rete di protezione nel tentativo di fare la piramide umana, che qualcuno se le sposi e le porti via dalle tristissime province americane nelle quali sono cresciute.
Quindi già da questa mia affermazione capite il mio acuto risentimento quando ho visto l’ultimo video dell’ormai attempata regina del pop.
La prima associazione di idee che ho fatto vedendo insieme Madonna, Nicki Minaj e M.I.A. è stata “King, Soldatino e D’Artagnan”, il tris di cavalli che Enrico Montesano gioca nel film “Febbre da cavallo”.
Il video ha una sequenza impressionante di vittime illustri. La prima è il logo dell’Adidas, che è finito grottescamente ingigantito sulle tette misura cofano della Smart di Nicki Minaj, dimostrando ancora una volta la sua tendenza all’autolesionismo comparendo nuovamente al lato di gente magra. La seconda vittima è il solito crocefisso. Indossato da Madonna su un golfino d’angora diventato di tre misure più piccolo dopo che la colf del Malawi lo ha messo in lavatrice con il lavaggio sbagliato e reggiseno leopardato alla Liana Orfei, lo ha scelto extra large giusto per essere sicura che anche un cattolico cieco lo possa vedere sballonzare. La terza vittima è la povera M.I.A, giunta con un carro merci dalla Lituania al porto di Civitavecchia e da lì imbarcata su una chiatta destinazione “USA”.
Arrivata completamente denutrita dalla sua patria natia, nel video si vede poco perchè passa il tempo a rifocillarsi con il buffet che la produzione aveva allestito vicino alla sala trucco.
Altro caduto in azione è il parrucchiere di Madonna che, dopo essere stato torturato con bigodini bollenti nel vano tentativo di renderla giovanile, ha ritirato fuori i leggendari boccoli usati durante il “Blond Ambition Tour” di venti anni fa, con l’unica differenza che l'ha fatta sembrare zia Pina che si è fatta la tinta a casa.
La presenza di Nicki Minaj è stata determinante visto che qualsiasi cosa indossa sembra sempre Pippo l’ippopotamo dei pannolini Lines, quelli con l’elastico alto per contenere il bagnato e che Madonna usa, in nero, insieme ad un paio di scarpe di Sergio Rossi e un top in pelle e pizzo per tutta la prima parte del video.
A 54 anni un po’ di incontinenza capita. L’idea che all’età sua possa ancora cercare di vendersi come ninfetta pruriginosa con uno stuolo di adoranti giocatori di football ai suoi piedi è francamente assurda a meno che non li abbia reclutati nel braccio dei detenuti con tendenze gerontofile del carcere di New York.
La sequenza in bianco del nostro terzetto vede Madonna con i già citati boccoli e un micro abito fatto con le tende di pizzo del salotto di Brigitta, la spasimante di Paperon de Paperoni, che sua figlia Lourdes ha rubato durante la sua ultima visita a Disneyworld e che lascia intravedere di nuovo il pannolone Lines, questa volta nella più classica versione bianca; Niki Minaj, più chiatta che mai, cerca di nascondere le cosce mantecate a forza di pollo fritto e hamburgers con un velo di chiffon quando un bel tappeto o meglio ancora un’ingessatura avrebbero raggiunto immediatamente lo scopo. E M.I.A che finalmente rinfrancata dai tramezzini, con vece flebile canta due note e alza il dito medio mandandoci a quel paese, un chiaro invito a riportarla tra la carestia della sua terra natia. Le uniche vere vincitrici di tutto questo pasticcio sono le mercerie di Brooklyn che si sono liberate di tutte le giacenze, ferme dal 1978, di calza di filanca fumee di cui si fa un uso smodato durante tutto il video.
Detto questo, mi inchino e con me tutta l’America per un uno show del Superbowl che, seppur con ovvie cadute di kitsch, entra a pieno titolo tra i grandi spettacoli fatti durante il più grande evento sportivo degli USA.
Onore quindi a Madonna che ha dimostrato di essere ancora la regina del pop, relegando almeno per un po’ in un cantuccio Lady Gaga, definita dalla cantante “reductive".
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Mercoledì 01 Febbraio 2012 11:32
Agenda fitta per il 2012 di Madonna
Madonna conferma ancora una volta di conoscere e saper usare le leve del business musicale più di chiunque altro. Il 3 febbraio uscirà in radio e negli store il nuovo singolo "Give me all your lovin", cantato insieme a Nicki Minaj e M.I.A., che anticipa l'album MDNA. Non sappiamo ancora se verrà confermata la sua partecipazione al prossimo festival si Sanremo, anche se la Ciccone ha già detto che ne sarebbe entusiasta: «Ricordo con piacere le esperienze passate: sia nel 1995, quando ho proposto dal vivo ‘Take a bow’, sia nel 1998, quando ho cantato ‘Frozen’, sono stata sorpresa dal calore e dall’affetto dimostratomi dal pubblico sanremese. Conservo dei ricordi bellissimi e credo sia giunta l’ora di tornare».
In attesa di conferme, sappiamo per certo che Madonna sarò l'ospite d'onore del Superbowl, la finalissima del campionato football americano, dove si esibirà, come di consueto, nello show previsto a metà partita.
La notizia pare che abbia suscitato alcune frecciatine da parte del collega inglese Elton John: «Si assicuri che il suo playback sia buono – le ha consigliato il baronetto – Ovviamente devi suonare dal vivo, ma non penso tu possa. Penso tu saresti in grado di cantare dal vivo, ma è veramente difficile suonare dal vivo lì». Lady Gaga si è invece detta felice per Madonna: «Lo spettacolo di metà partita sarà fantastico, ne sono sicura. Una scusa per bere birra e in più guardare dei ragazzi vestiti attillati», ha commentato su facebook.
In attesa di conferme, sappiamo per certo che Madonna sarò l'ospite d'onore del Superbowl, la finalissima del campionato football americano, dove si esibirà, come di consueto, nello show previsto a metà partita.
La notizia pare che abbia suscitato alcune frecciatine da parte del collega inglese Elton John: «Si assicuri che il suo playback sia buono – le ha consigliato il baronetto – Ovviamente devi suonare dal vivo, ma non penso tu possa. Penso tu saresti in grado di cantare dal vivo, ma è veramente difficile suonare dal vivo lì». Lady Gaga si è invece detta felice per Madonna: «Lo spettacolo di metà partita sarà fantastico, ne sono sicura. Una scusa per bere birra e in più guardare dei ragazzi vestiti attillati», ha commentato su facebook.
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Giovedì 12 Gennaio 2012 19:25
'MDNA', l'allucinogeno che piace ai fan di Madonna
Madonna ha annunciato ieri il titolo del suo prossimo album: M.D.N.A. Il lavoro conterrà probabilmente 14 tracce, tra cui un featuring con le colleghe Nicki Minaj e M.I.A. L'uscita è prevista per marzo e sulla pagina facebook della postar, dove è stata data la notizia, si sono scatenati i commenti dei fan: qualcuno ha giustamente sottolineato che il titolo è anche un acronimo che rimanda alla genetica, dove indica un parte di DNA che passa dalla madre al figlio. Ma, soprattutto, M.D.N.A. è troppo simile a MDMA, ovvero l'ecstasy, per non far esclamare ai fan: «Sono strafatto di MDNA!».
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Venerdì 04 Novembre 2011 12:31
Madonna lancia una sua linea di moda per donne
La pop star per eccellenza, Madonna, lancerà il prossimo anno una linea di moda per sole donne dai 27 ai 50 anni.
Stando a quanto annunciato dal gruppo Iconix, partner della star americana, la linea si chiamerà “Truth or Dare by Madonna” (del nome di un gioco per adolescenti e di un vecchio documentario sulla cantante) e proporrà inizialmente scarpe, borse, accessori e profumi.
«Negli ultimi anni, sono stata più volte invitata a lanciare un mio marchio, è arrivato il momento» ha commentato la star nel comunicato.
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Mercoledì 26 Ottobre 2011 14:10
"Confessions" sul ciglio della strada
Il fratello della popstar Madonna costretto a vivere per strada. Anthony Ciccone ormai da qualche tempo dorme per strada e per vivere raccoglie bottiglie e lattine per il riciclaggio.
«Life is a mistery», cantava Madonna in “Like a prayer”; è un mistero anche per noi capire come il fratello di una multimiliardaria sia potuto diventare un senzatetto: «Pensate che non abbia risposto miliardi di volte a questa domanda – confessa Anthony - Perché mia sorella è multimiliardaria e io vivo per strada? Mai dire mai, può succedere a chiunque. Stare all'aperto ti distrugge - continua -, sia mentalmente che fisicamente».
Aspettando che Madonna lasci qualche dichiarazione in merito, ci torna in mente il caso dell’altro fratello Christopher, omosessuale, il quale nel 2008 diede alle stampe il velenoso “La vita con mia sorella Madonna”. Christopher raccontava di come la sorella evitava le sue amicizie omosessuali, soprattutto nel periodo della sua relazione con il marito Guy, dichiaratamente omofobo, nonostante molti continuino a rappresentarla come una icona gay tra le più indiscusse.
«Life is a mistery», cantava Madonna in “Like a prayer”; è un mistero anche per noi capire come il fratello di una multimiliardaria sia potuto diventare un senzatetto: «Pensate che non abbia risposto miliardi di volte a questa domanda – confessa Anthony - Perché mia sorella è multimiliardaria e io vivo per strada? Mai dire mai, può succedere a chiunque. Stare all'aperto ti distrugge - continua -, sia mentalmente che fisicamente».
Aspettando che Madonna lasci qualche dichiarazione in merito, ci torna in mente il caso dell’altro fratello Christopher, omosessuale, il quale nel 2008 diede alle stampe il velenoso “La vita con mia sorella Madonna”. Christopher raccontava di come la sorella evitava le sue amicizie omosessuali, soprattutto nel periodo della sua relazione con il marito Guy, dichiaratamente omofobo, nonostante molti continuino a rappresentarla come una icona gay tra le più indiscusse.
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