NON COMPRATE CUCCIOLI DAGLI ALLEVATORI, ADOTTATE UN RANDAGIO E SALVATE UNA VITA!
La povera Tinkerbelle sta dallo psichiatra canino. La chihuahua più famosa del mondo di proprietà di nostra signora delle sciroccate, Paris Hilton, dopo essere stata usata per anni come accessorio, ha avuto un crollo di nervi: ha provato ad inghiottire l’anello di fidanzamento di Kim Kardashian, sbranato l’orlo dell’abito Valentino di Anne Hathaway e svelato le sue tendenze lesbiche provando a sodomizzare con un orsetto di gomma il carlino di Jessica Alba (la quale ignora sicuramente che anche Maria Antonietta ne aveva uno, Mops, a cui dovette rinunciare perché di provenienza austriaca, prima di diventare regina di Francia).
Rivelandosi il cane preferito delle squinzie bionde, anche Britney Spears si è comprata il chihuahua. Pare che, ultimamente, sia stato salvato per un pelo dalla colf messicana della cantante che lo ha tirato fuori dal frullatore dove era stato messo per punizione per avere masticato una delle parrucche di scena.
Pink si è fatta tatuare il suo defunto bulldog, Madonna possiede solamente cuccioli umani brasiliani, Lady Gaga mangia croccantini energetici tra una canzone e l’altra durante i concerti, Cher con l’ultimo lifting assomiglia ad un Cirneco dell’Etna e Liz Taylor ha lasciato due milioni di dollari al suo maltese.
Beyoncé invece ha preso due piccioni con una fava scegliendosi un marito con la faccia del mastino napoletano. La smania canina ha contagiato tutta Hollywood ed è questione di tempo prima che il prezzo record di un milione e mezzo di dollari pagato dal solito non meglio identificato "magnate" per un ingombrantissimo mastino tibetano, che insieme all’alano gigante e all’arancione e arruffatissimo chow chow con la sua lingua viola appartiene alla categoria "too much", sia battuto da qualche altro miliardario nella corsa per accaparrarsi il cane più prezioso del mondo.
Bei tempi quando Salvador Dali girava con un ocelot sciolto e Amanda Lear al guinzaglio sui transatlantici.
Parliamoci chiaramente: il cane è diventato un oggetto di vanita. Nessuna star si sognerebbe mai di avere un cane che non abbia un pedigree lungo quanto l’albero genealogico del ramo cadetto della famiglia degli Orleans (l’unica eccezione è Reeze Whiterspoone), ma il problema è riuscire a capire quali siano i cani chic e quelli cafoni.
Ne sapevano qualcosa D’Annunzio che nutriva i suoi a filetti e whisky e la marchesa Casati che tingeva i suoi levrieri in tinta con l’abito.
Per esempio il pitbull, preferito dai delinquenti, è talmente popolare che anche il famoso rapper di origine cubana gli ha rubato il nome, attizzato probabilmente dal fatto che è una razza talmente aggressiva da essere illegale in Florida.
Però anche se è un cane da coatti, indubbiamente fa molto maschio. Cosa che ci ringalluzzisce non poco.
Ma, in verità, tutti i molossoidi fanno etero…più o meno. Caso a parte il bulldog che rivela, se non la mascolinità di chi lo possiede, la noncuranza per le rughe. Il che ci tranquillizza.
Da fucilare sul posto i proprietari che fanno indossare a qualsiasi razza canina abiti, cappellini, unghie smaltate e tolettature strane.
Meglio che vi compriate una Barbie, vestitela come vi pare e lasciate in pace il cane. Ci sono poi i segugi, tipo i basset hounds, i blood houds eccetera che sono geneticamente chic. Ne compri uno e hai subito quell’aria chic tipo principe di Hollerzollern, o principessa Sissi.
A questa categoria appartiene il bassotto, uno dei due cani di taglia piccola, che insieme al french bulldog (in nettissima risalita nella classifica dei cani chic) non fanno finocchio.
Non c'e niente di peggio che un omosessuale con un cotonatissimo schitz tzu, peggio ancora un maltese tutto infiocchettato oppure un povero yorkshire reso nevrotico dalla zitellaggine del padrone. Fa subito “Il vizietto”.
E parlando di cani chic non si può non parlare di quelli di Elisabetta d’Inghilterra, i corgi, di cui ne possiede una dozzina e che renderebbero di buon gusto pure la moglie di Scrocchiazzeppi, Angelina, in “Romanzo criminale”.
Poi ci sono quelli finto ricco come gli Shar Pei che hanno una genesi simile a quelli di molti umani. Bellissimi da piccoli, si imbruttiscono crescendo. Ci pongono anche davanti al quesito come mai i rotoli di grasso in cani e neonati siano bellissimi, ma in capo a 3 anni vengano considerati demoniaci.
Altro cane molto chic è il bracco italiano, simbolo di cacce alla volpe e tenute in Toscana, mentre il volpino di Pomerania e il barboncino hanno quel fascino d’antan e un po’ demodé anni 50 che apprezziamo molto. Ideale per un weekend in Costa azzurra. Senza russi.
Discorso a parte l’esageratissimo cane con le trecce, il puli ungherese, che richiede un conto in banca da presidente della Fiat per tolettarlo e parla di nevrosi occulte del proletario che passa il tempo ad attorcigliargli il pelo. Un cane da neurotici.
Da seguire da vicino i Labrador, i Golden Retriver e i cani San Bernardo, cani molto socievoli con l’istinto del salvataggio. Perfetto per chiunque abbia appena lasciato una comunità di recupero. È quasi un fidanzato ideale. Il cane chiaramente.
Diffidate dei pastori tedeschi e dobermann (ricordiamo Ivan il Terribile XXIII, discendente di Ivan il Terribile I, campione di caccia al muginko nella steppa di fantozziana memoria) e di chi li sceglie. A meno che non siate succubi passivi attizzati da memorie filonaziste, vi renderanno la vita un inferno.
Per un approccio frivolo buttatevi sul dalmata o il levriero afgano, razze notoriamente sceme. Se cercate un fidanzato che creda a tutte le bugie che dite, il proprietario di queste due razze fa al caso vostro.
Qualunque cane scegliate, sarà sicuramente un aggiunta splendida alle vostre vite, sicuramente meglio di un marito mediocre. Ma c’è una categoria di uomini di cui diffidare. Sempre. Gli uomini a cui non piacciono i cani. Salutate e scappate. Chi non li ama, non amerà neanche voi!











