Ancora vi state domandando che cosa vi ha detto la testa quando ve le siete comprate. Le Louboutin con 12 centimetri di infamissimo tacco a spillo, borchie e plateau, sono lì, abbandonate nell’angolo, che sembra vi guardino beffarde.
Meno male che non gli si è staccata la suola sennò sarebbe sembrato che vi sghignazzassero in faccia!
Mentre combattete i postumi di una sbornia colossale che vi siete beccate la notte di Capodanno e che – grazie a Dio – ancora vi anestetizza i piedi doloranti costellati di vesciche, l’amarissima realtà si fa strada nella vostra mente annebbiata.
1300 euro per un paio di scarpe importabili che vi hanno non solo fatto cadere di fronte a tutti ma, soprattutto, vi hanno fatto cadere davanti all’impeccabile e implacabile ex del vostro fidanzato, che ce le aveva uguali, e le portava con il savoir faire di una che con quelli trampoli da circo cinese c'era nata.
Per non parlare del bustier a cristalli swarovski (anteprima primavera estate 2012 di Dolce e Gabbana couture) per comprare il quale non avete pagato il mutuo di casa e che sapete bene non metterete mai più.
Lo sanno bene le vostre ascelle lacerate dagli angoli acuminato delle scintillanti pietruzze. Furibonde con voi stesse per aver investito un capitale in una mise che non uscirà mai più di casa, vi avvicinate al vostro gonfissimo armadio per fare una bella chiacchierata degna dei "Dialoghi delle carmelitane" di Bernarnos Georges e con il vostro strafornito guardaroba, colmo di capi che sono stati all’ultimissima moda. Per 6 minuti circa.
Basta! Con l'anno nuovo si cambia! Stop agli acquisti insensati. Quest'anno non comprerete nulla, tanto possedete abiti per vestire generazioni di figlie (che non avete) e nipoti (altrui).
Vabbè! Magari non risparmiamo sui capi spalla. Si sa un tailleur classico, un cappotto di taglio impeccabile non vuol dire fare shopping, sono cose indispensabili e potreste sempre considerarli saggi investimenti.
Lo ha detto anche Tom Ford che gli abiti delle sue collezioni sono dei classici fatti per durare e magari lasciare in eredità. Ma chi volete prendere in giro? Tom Ford? Tanto vale comprarsi la macchina nuova, costerebbe uguale.
No! No! Niente scelleratezze economiche. Adesso fatevi un bell’espresso forte per dissipare i postumi dell’alcool e il feroce mal di testa (che vi sarebbe passato molto più in fretta se 1- la vostra ultimissima bustina di Aulin che avevate ancora comprato senza ricetta non ve l’avessero fregata 2-se aveste visto l’estratto conto della vostra carta di credito di dicembre) e cominciate a ripulire l'armadio di tutti quei cadaveri di vestiti che avete comprato – e mai messo – e che a buon bisogno state ancora pagando (tramite un conto Paypal dagli avidissimi interessi) accumulatisi lì per anni a prendere la muffa la cui presenza pungola i vostri labili sensi di colpa.
In un attacco di bellissimo autolesionismo alla Fiorella Mannoia in "Caffè nero bollente" cominciate, o meglio, tentate di cominciare una selezione tipo "La scelta di Sophie", immedesimandovi per un momento in Meryl Streep che parla polacco, e con una carica emotiva che la stessa Meryl vi avrebbe invidiato, iniziate il vostro straziante compito: quello di dare in beneficenza ciò che non indossate più.
Allora: la giacca con il puff della Westwood (non la posso buttare, la indossavo la sera che ho incontrato Marco), l'abito da vestale di facile costumi drappeggiato di Versace (troppi ricordi, quell’estate a Porto Cervo e poi l’ha disegnato Gianni quando era ancora vivo!), il piumino d’oro spaventosamente caro della Moncler (quest’anno voglio proprio tornare a Cortina), il vestito punk in pelle rossa di Balmain con le spille da balia (non lo posso dare via, ce l’ha pure quella sgallettata dell’attrice sul film dei vampiri che ancora non ha deciso tra il vampiro e il lupo mannaro…come si chiama lei? Kristen...qualcosa e le stava pure male!)
Non vi scoraggiate se l’operazione non sembra andare per il verso giusto, pensate solo a quante donne nel Burkina Faso saranno chicchissime con il vostro cappottino vintage di Lanvin che non avete mai messo perché di 2 taglie più piccole (ma era un ottimo affare e pensavate che vi avrebbe aiutato a dimagrire 5 chili), e chissà, magari la vostra donazione di abiti alle donne Afghane, potrebbe incitarle a ribellarsi al burqa, ispirate come saranno dall’ormai importabile gonna crinolina di Lacroix che farebbe un figurone sui profittevoli campi di papaveri di Islamabad….tre minuti prima che vengano lapidate!
Ma poi andate sulle pagine dell’ultimo Vogue, quello con l’anteprima della primavera estate e vi sciogliete mentre i vostri propositi finiscono dove avreste buttato volentieri l’odiosissima ex del vostro fidanzato. Scelta a piacere: cesso, rupe, fossa dei leoni, fuori dalla finestra, naturalmente dopo esservi accertate dell’arrivo del camion della Centrale del Latte.
Sfogliando le pagine, già vi vedete novella Sophia Loren in pagliaccetto di Dolce e Gabbana, quello strepitoso stampato a melanzane. O enigmatica emule di Paloma Picasso nell’importabile, benché divina, giacca da torero di Moschino o peggio ancora da lolite in Vuitton in bianco trasparente da sporcacciona. E con le pagine di Vogue, dimenticate anche gli altri propositi: smettere di bere e fumare, farsi piacere la suocera, abbassare il massimale delle carte di credito, diventare più spirituali.
Ma avete già capito che per una a cui i rosari fosforescenti ricordano solo la collezione alta moda di Capucci del ‘65, non c’è scampo.
Allora gridate al mondo e abbracciatevi, consolandovi, aggiustando alle vostre esigenze il ritornello dell’immortale capolavoro di Tiziana Rivale (vincitrice festival di Sanremo 1983 ) “Sarà quel che sarà” e cantante a squarciagola le parole “Sarà, sarà quel che sarà, del mio conto in banca che sarà, mi compro oggi quello che mi va e se non basta qualcun altro pagheràààààààààààààààà!!!!!!!!!!!”











