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Francesco Belais

 

Dj, producer e giornalista. Ha cominciato a maneggiare i dischi sin da bambino con le fiabe sonore e da allora non ha più saputo resistere al fascino del vinile. Livornese d.o.c., la sua carriera di dj comincia in Toscana agli inizi degli anni ’90 dove è stato resident dj dei club più importanti del panorama house italiano.
Agli inizi del nuovo millennio si è trasferito a Milano dove il Billy uno dei club più trasgressivi e all’avanguardia lo ha fortemente voluto come suo resident dj per un intero decennio.
Dj di riferimento della scena underground e non solo, ha suonato e tuttora suona in moltissimi club italiani. Molto attivo anche nella scena internazionale, è stato ospite anche in importanti club in tutto il mondo.
I suoi dj set a base di funky vocal house, con un pizzico di electro sconfinando nel tribal, sono una scarica di energia pura e la musica è per lui una ragione di vita.

 

 

 

Com’è nata la tua passione per la musica e quando hai deciso di far ballare le persone?
Il mio amore per i dischi è iniziato quando ero bambino, con le fiabe sonore. Il mio primo e inseparabile compagno di giochi è stato un mangiadischi arancione. Poi alle fiabe si sono aggiunti i 45 giri di Renato Zero, Boney M, Amanda Lear, Chic, Gloria Gaynor... e tutti i meravigliosi artisti degli anni '70. Ho iniziato a far ballare le persone alle feste in casa ai tempi della scuola media. Visto che la cosa mi riusciva molto bene, ho pensato di trasformare questa passione in qualcosa che mi potesse permettere di guadagnare qualcosa per comprare altri dischi e finanziare questa passione che altrimenti mi avrebbe ridotto sul lastrico. All'epoca le mie ridotte finanze di ragazzino finivano tutte pressoché in vinili. Poi è arrivata l'età delle discoteca e il gioco ormai era fatto.

 

Quando è iniziata la tua carriera di Dj?
Nei primi anni '90 in Toscana, precisamente a Livorno, la mia città. I primi timidi esperimenti furono alla consolle di un locale che si chiamava Controsenso dove collaboravo come p.r.

 

Che tipo di musica suoni durante le tue esibizioni?
Il mio sound è prettamente tech house/elettronico... anche se le definizioni sono sempre un po' ristrette per la musica. A lei non credo piaccia troppo essere catalogata. Diciamo che suono musica da club che a volte varia a seconda del tipo di pubblico.

 

Mentre suoni, come interagisci con il tuo pubblico?
Cerco di "sentire" il mood delle persone che ho davanti e di interpretare al massimo la loro energia. Mi piace guardare le singole persone, strizzare l'occhio, salutare, ballare e saltare insieme, insomma si deve sentire che dietro le macchine c'è una persona, altrimenti non avrebbe più senso il lavoro del dj, soprattutto adesso che i computer stanno prendendo sempre più spazio. Mi viene in mente una canzone dell'ultimo album di Jovanotti che dice: "noi siamo l’elemento umano nella macchina e siamo liberi sotto alle nuvole..."


Hai un tuo idolo personale nella storia mondiale musicale dei dj?
Non amo gli idoli in generale e nemmeno le persone che si sentono superiori agli altri, dimenticandosi della fortuna che hanno di fare un lavoro privilegiato in questa società così difficile. Però se mi ci fai pensare, un idolo personale ce l'ho. Si chiama Lucia, in arte Lusky Dj. Me la immagino in qualche angolo dell'universo a far ballare le stelle e i pianeti con la sua energia meravigliosa.

 

Quali sono, secondo te, le 5 canzoni più belle nell’ambito della musica dj?
Troppe ce ne sarebbero, vediamo di tirare fuori cinque titoli intramontabili dal mio flight case:
Donna Summer - I feel love
Robin S - Show me love
Ultranatè - Free
Frankie Knuckles - Your love
Jay Dee - Plastic Dreams
Shapeshiters - Lola's theme...

ops, ne ho scritti 6... e quanti ne ho tralasciati!

Last modified on Lunedì 13 Febbraio 2012 13:33
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