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Displaying items by tag: burlesque

Gli spettacoli di burlesque stanno vivendo un nuovo momento di fortuna, grazie anche al film-musical del 2010 “Burlesque”, interpretato da Christina Aguilera e Cher Su questa scia ha debuttato ieri “Man Burlesque”, spettacolo teatrale ideato e diretto da Maximo de Marco. Sensualità, glamour e comicità si intrecciano nelle coreografie che vedono protagonisti artisti, ballerini e due drag queen performers, Gloria Burning e Magenta, estrose e divertenti. Ma è tutto il cast di Man Burlesque a stupire: dalla sensualità latina del dominicano Raul Abreu, a “ju ju & jospel”, vincitori del Cantagiro 2011, fino al contributo dato dal premio David di Donatello, Antonella Ponziani. Il tutto avvolto dalle scenografie virtuali di Alec Brena ed una colonna sonora suonata interamente da vivo. Lo spettacolo verrà proposto per tutta la stagione al teatro Palazzo Santa Chiara a Roma, mentre da aprile andrà in tour nelle maggiori capitali europee.

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Giovedì 17 Febbraio 2011 15:16

American Burlesque Revue

Micca Club
17-18-19-20 febbraio 2011
Roma


Il successo del Burlesque è ormai al punto più alto in Italia: siamo arrivati ad avere speciali televisivi, spettacoli in teatri e club, film hollywoodiani, si creano scuole ed accademie, ma c’è ancora molto da scoprire.
Per questo motivo il Micca Club vuole esplorare una realtà nuova dello spettacolo di Burlesque, non ancora così nota al pubblico italiano: quella Americana.
Proprio nei giorni dell’uscita in Italia del film “Burlesque”, il Micca Club ha organizzato tre giorni interamente dedicati ad artisti Americani, per rendere ancora viva l’attenzione e far conoscere la parte migliore del vero Burlesque.
Sul palco del Micca Club, per l’American Burlesque Revue, in arrivo da Seattle la burlesque performer Catherine D’Lish, attualmente conosciuta come la direttrice artistica, costumista e coreografa di Dita Von Teese, ideatrice dell’ormai noto numero nella coppa di champagne eseguito da Dita anche sul palco di Sanremo, e vincitrice dei più prestigiosi premi. Catherine D’Lish terrà un workshop burlesque sabato 19 per tutte le donne che vorranno scoprire i molti segreti di quest’arte raffinata.
Torna a Roma anche la star delle star newyorkesi Dirty Martini, già protagonista del film francese “Tournèe” e dello spettacolo teatrale “La Dolce Diva”, prodotto dal Micca Club e andato in scena al Teatro Olimpico.
Altra importante novità, per la prima volta in Italia un rappresentante dell’ultima moda newyorkese in fatto di burlesque show: il Boylesque, cioè la prima versione maschile del burlesque. Arriva, infatti, da New York il primo ed indiscusso Re del Boylesque, Tigger.
Il Boylesque è sì uno strip-tease al maschile, ma Tigger è un vero artista dello spogliarello e il suo gioco sta nel diventare una Drag Queen e dare ai suoi personaggi una eccessiva sensualità da farla divenire una parodia comica di un burlesque show al femminile.
Altra star in programma viene del Canada, Scarlett James, una vera bomba sexy, possiamo dire la versione più classica di una artista Burlesque, con tanti boa di piume e lustrini, in onore delle show girls degli anni ‘20-‘30. I suoi spettacoli fanno rivivere i momenti più gloriosi di questo spettacolo, facendo viaggiare il pubblico in un mondo parallelo fatto di coppe di Champagne e cristalli di Swarovsky nella Hollywood degli anni ‘20. Scarlett James in poche parole? Una vera Diva!
Ogni sera una live band diversa accompagnerà le performer, il Rockabilly del “Da Silva Trio”, la musica selvaggia dei Bone Machine e la band anni venti Boardwalk Empire Stompers, formazione composta da musicisti professionisti che nasce proprio per l’American Burlesque Revue.
Loro si ispirano all'omonima serie tv che sta spopolando in tutto il mondo ed ora anche in Italia. L'atmosfera è quella degli anni ‘20, quella del proibizionismo e soprattutto quella del charleston, della jazz dance  dell'epoca. I Boardwalk Empire Stompers, sono capitanati da Edoardo Simeone che suona il piano e cura tutti gli arrangiamenti.
Per domenica, giornata di chiusura del Festival, il consueto Micca Market sarà a tema Burlesque, con la possibilità di acquistare corsetti, boa, tassels, pasties, guanti e cappellini con velina e tante altre idee ed accessori in stile. Subito dopo il mercatino e l’aperitivo l'American Burlesque Revue chiuderà questa sua prima edizione con gli spettacoli delle star Miss Dirty Martini e Scarlett James. L’ingresso è libero.
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Venerdì 11 Febbraio 2011 16:58

S.Valentino - Il Massacro

Micca Club - Roma
Lunedì 14 Febbraio 2011 dalle ore 19.00
Con Emanuele Urso The King of Swing
Charleston Show con Ginger Sisters
Burlesque Show dell' Accademia dell’Arte Burlesque
Dj Lalla Hop
È il giorno di San Valentino del 1929 quando la banda di gangster di Al Capone stermina quella di Bugsy Moran. Era l’epoca del proibizionismo ed il Micca Club ricorda con un grande party ispirato alle atmosfere di quel periodo il giorno di San Valentino e quel Massacro.
Ospiti sul palco l’orchestra di Emanuele Urso, The King of Swing, il Charleston delle Ginger Sisters ed il Burlesque delle performers dell’Accademia dell’Arte Burlesque.
Era un periodo in cui il contrabbando di alcolici era all’ordine del giorno, e gli speakeasy, i locali  dove venivano illegalmente serviti liquori erano i più  ambiti e i più nascosti. Ispirati proprio da questo i bartender del Micca hanno pensato ad un cocktail molto speciale. Il djset con selezioni swing è a cura di  Lalla Hop.
Emanuele Urso, soprannominato The King of Swing, è polistrumentista e nella band di cui è leader suona il clarinetto e la batteria. L’orchestra è attualmente l’unica formazione in Italia a suonare la musica del periodo d’oro dello Swing (Benny Goodman, Gene Krupa, Glenn Miller, Lionel Hampton) negli arrangiamenti di maggior successo. Tutti professori d’orchestra e virtuosi dei loro strumenti, i componenti del gruppo sono tra i più prestigiosi musicisti di Swing in Italia. Con tale formazione Emanuele ha partecipato a proprio nome ai maggiori Festival Italiani ed Internazionali.
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Venerdì 28 Gennaio 2011 14:48

Dorian Awards 2011

Lo scorso anno, negli Stati Uniti, sono nati i “Dorian Awards”, (il nome è un omaggio a Oscar Wilde), ovvero i premi che vengono assegnati dall’associazione dei critici cinematografici gay e lesbo, “Gay and Lesbian Entertainment Critics Association” (GALECA), formata da stimati critici e giornalisti dello spettacolo, gay dichiarati, che lavorano nei più importanti giornali, riviste, siti web, tv e radio in tutta la nazione USA.
I membri di GALECA, circa una quarantina, scelgono i film, i programmi tv e le interpretazioni da nominare nelle 17 categorie di cui è composto il premio.
Le opere o i personaggi nominati non devono essere necessariamente focalizzati su temi LGBT, contano moltissimo la qualità, l'approfondimento e i valori che vengono trasmessi.
Lo scopo di questo premio è comunque quello di aiutare e rafforzare la comunità LGBT, la prevenzione HIV, la lotta contro il bullismo omofonico e quella per l’uguaglianza dei diritti nonché l'equilibrio fisico, morale e spirituale delle persone.
Il premio del miglior film a tematica LGBT dell’anno è andato a “I Love You Phillip Morris”.
Il Premio per il miglior film dell'anno, “Io sono l'amore” di Luca Guadagnino, un film che il nostro paese non ha trattato come meritava (niente candidatura agli Oscar).
Annette Bening vince la miglior interpretazione dell’anno per il film “I ragazzi stanno bene”, confermando il valore della sua vittoria ai Golden Globe.
Il miglior documentario dell'anno è risultato “Joan Rivers: A Piece of Work”, un film che ci racconta i drammi privati della irriverente e leggendaria attrice comica e icona pop Joan Rivers, amatissima dal popolo gay USA.
“Burlesque” vince come miglior film “camp” dell'anno, una categoria che premia la fantasia, l’ironia e la leggerezza che compensano la non sempre facile vita delle persone LGBT.
“The Good Wife” è la serie vincitrice nella categoria Dramma TV dell'anno.
“Glee” vince invece senza sorpresa nella categoria Commedia TV dell’anno.
A sorpresa vince la miglior interpretazione drammatica dell'anno, Michael C. Hall, per “Dexter” (era il peronaggio gay della serie “Six Feet Under”). L'attore ha appena vinto una lotta contro un tumore.
Chris Colfer e Jane Lynch vincono parimerito la miglior interpretazione commedia dell’anno per “Glee”, duplicando il successo dei Golden Globe.
Il “premio senzatempo”, dedicato ad un attore vivente che abbia avuto una carriera esemplare segnata da intelligenza, personalità e saggezza, è stato quest’anno assegnato ad Angela Lansbury.
Published in Cinema
«Il potere che una donna esercita mentre danza in uno spettacolo burlesque è una vera liberazione, rappresenta finalmente la possibilità di esprimere tutta la propria femminilità e la propria sensualità senza farsi condizionare dai pregiudizi». Christina Aguilera ha così commentato il nuovo film “Burlesque” che la vede indossare i panni di attrice. «Trovo davvero inebriante salire sul palco, sentirmi a mio agio nel mio corpo, vivere un momento di creatività – spiega la cantante – anche attraverso le canzoni e i passi di danza: mi fa sentire ogni volta sempre più donna. Sono una performer di burlesque da molto tempo. Frequento tanti club e possiedo una collezione di libri rari sulle origini, la storia, i primi spettacoli. È una vera forma d'arte. L’idea stessa del trasformarsi per poi esibirsi di fronte a un pubblico ce l'ho nel sangue - prosegue - ed è alla base del mio amore per lo spettacolo».
Milioni di dischi venduti e un posto sulla “Walk of fame”, ma Aguilera ha ancora sogni nel cassetto: «Vorrei diventare nuovamente mamma, magari non subito, ma prima o poi. E poi, un altro sogno, molto molto frivolo: possedere più scarpe di Imelda Marcos (l'ex first lady delle Filippine si racconta ne avesse 3mila paia, ndr). Ne vado pazza e le custodisco gelosamente in un armadio speciale che ha studiato per me Pasquale Fabrizio, il ciabattino delle star». Ufficialmente tra le icone gay dichiara: «La prima icona gay in assoluto resta Madonna, la maestra di tutte noi. E prima di lei c’erano Barbra Streisand e Cher, due miti. Io sono ufficialmente supporter della Lgbt, la comunità formata da lesbiche, gay, bisessuali e transessuali».
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Lunedì 06 Dicembre 2010 12:05

Le forche(tte) caudine

Ci siamo. Le festività più temute dalle donne di tutto il mondo sono arrivate anche quest’anno con il loro carico letale di mega cenoni  da 30 portate, valanghe di  parenti invitati nuovamente il giorno dopo per smaltire gli avanzi e, se non bastasse, anche il giorno successivo, cocktail in ufficio, tombole varie con ingrassatissimi bruscolini per  coprire i numeri usciti, riffe di Sant’Antonio, torroni dal voltaggio calorico misurabile in megatoni, la micidiale frutta secca e dolci, dolciumi, calze della Befana, intingoli, sughi e fiumi di alcool a irrorare banchetti in cui la crapula di trimalcioniana memoria regna.
E il vostro tubino di maglina scintillante di lurex che avevate in mente di indossare per festeggiare il nuovo anno con il “lui” di turno (afflitto da alitosi dal giorno del cenone da mammà che lo vede sempre magro) sognando di lasciarvi baciare sotto il vischio mentre vi accarezza i  fianchi svelti e scattanti da gazzella si allontana sempre di più.
E, a meno che il fidanzato non sia un  fan dell’architettura islamica e lo renda felice  vedere  il vostro stomaco inguainato nel lurex imponente come la cupola della moschea di  Damasco, dovrete optare per un altro look, che contempli possibilmente l’elastico sul punto vita, mentre cercate disperatamente  di fuggire  dai carboidrati, che  vi inseguono braccandovi come una povera volpe incalzata da una muta di cani ululanti nella brughiera inglese.
A questo punto avete due possibilità: o partire il 15 dicembre per il monastero di clausura a Donnafugata a vigilare, in digiuno, la tomba della beata Corbera come ne “Il gattopardo” o  scappate con l’idraulico venuto ad aggiustare una provvidenziale falla (che avete provocato) il 30 dicembre, oppure non vi resta che passare sotto le forchette caudine.
Non vi preoccupate, non siete le sole.
Anzi, siete in buona e nutrita compagnia.
Sotto le forchette caudine ci siamo passati un po’ tutti, ma la gran parte di noi sfortunatamente non guadagna milioni di dollari, e quando ci ingrassiamo proviamo disperatamente ogni dieta possibile e immaginabile sperando di trovare presto quella miracolosa che ci faccia perdere peso mangiando (Ah! beate illusioni!).
E mentre ci auguriamo che la collega che si rimpinza di porcherie rimanendo magra soffra almeno di alopecia possiamo riconsolarci con i seguenti casi celebri.
Britney Spears, nata artisticamente come sogno erotico di collegiale in calore, sogno di adolescenti brufolosi  alienati dalle indomabili erezioni, dopo aver traumatizzato Justin Timberlake (che infatti dall epoca è rimasto, dice lui,single), si è sposata con l'abominevole Kevin Federline, uno dei pochi uomini per cui la sterilizzazione dovrebbe essere obbligatoria come i gatti randagi e sarebbe dovuta avvenire in culla visto che riesce, a giudicare dai pargoli che ha disseminato in tutta America, ad inseminare una donna  solo guardadola. Intortandola con una doppietta di gravidanze a distanza di ore una dall’altra, ha trasformato quella che era una ninfetta pruriginosa e lasciva in un ruminante tibetano dalle cosce specializzate in scalate impervie e migrazioni attraverso gli sconfinati deserti della Mongolia, con uno strato di grasso tale da farle superare tranquillamente gi inverni per un paio di secoli.
Questo passaggio sotto la “forchetta caudina” è durato finché l’hanno rinchiusa in un centro di riabilitazione, dopo la spaventosamente celebre esibizione di “Gimme more” agli MTV e hanno buttato la chiave della sua stanza nelle paludi della Luisiana, infestate dai coccodrilli, a due passi dalla roulotte dove era nata.
Ed è uscita dalla agghiacciante sistemazione, sempre chiatta, ciangottante e svociata, ma un filino più magra per  farsi sbattere sul palco del “Circus tour” durante il quale, non solo ha dribblato il ruolo di “donna cannone” in extremis, ma ha dato prova ancora una volta delle sue avvilenti doti canori, di un talento eccezionale nell’usare il play back e delle sue ormai tramontate abilità di ballerina ormai afflitta da sciatica cronica.
Mariah Carey, altra cantante che ingrassa solo a guardare il frigorifero e che si vede raramente le dita dei piedi, combatte da anni strenuamente i suoi problemi di linea, passando spesso e volentieri sotto le forchette caudine e nascondendone i danni con guaine foderate d’amianto alla Mazinga, calze contenenti per tapiri dalla gualdrappa, tubini di tessuto elastico che stritolano le forme e bloccano la circolazione ispirati al concetto del sarcofago da tortura de “la vergine di Norimberga” e una dietologa che si è fatta le ossa come assistente del dottor Mengele ad Auswitchz e che sembra  sia stata defenestrata dal marito  della cantante, lo sconsolatamente privo di talento Nick Cannon  che pare gli abbia fatto scoprire finalmente la gioia delle banane al cioccolato di ciccioliniana memoria.
E veniamo a Christina Aguilera.
Dopo averci turbato i sonni per anni con completini da prostituta post atomica (il video di “Dirrty” un esempio per tutti), si era convertita e ripulita grazie al marito, brillantissimo business man, che l’aveva trasformata, da gatta selvatica dalla poderosa voce che era, in un interprete di grande valore con l’album “Back to basics”
Dopo il divorzio, Christina (che pare si sia data all’amore saffico), ha girato, per riprendersi dalla cantonata del suo ultimo album “Bionic”, il molto camp film “Burlesque” durante il quale pare sia stata nutrita solo con frullati di tenia e mantenendo una forma invidiabile, per poi presentarsi agli “America Music Award” in un tristanzuolo completoin paillettes nero che la rendeva luccicante e maestosa come la prua del Titanic nel porto di Belfast e una cinta in cristalli che sottolineava in maniera imbarazzante un punto vita da botte di acqua vite friulana ,dimostrando che sotto le forchette caudine ci era passata anche lei
Jennifer Lopez, già nata di suo con i fianchi e il sedere da cacciatorpediniere portoricano, visto che la genetica non è un’opinione, ha deciso di cavalcare la tigre e ha pubblicizzato i suoi attributi non modificabili tramutandoli in attrattiva. Certo, lontani sono i tempi in cui si presentò, scollacciata e scosciata, in Versace Atelier diventando il sex symbol degli anni 90 in uno dei primi abiti disegnati da Donatella, ma all’epoca usciva con Puff Daddy che, sono sicuro, le teneva la bocca occupata spesso e volentieri, quando non la coinvolgeva in romantiche risse a mano armata nei locali di New York, e quindi tempo per mangiare ne aveva poco.
Ma adesso che è sposata con quello sfigato sacco d'ossa di Marc Anthony che pesa un terzo di lei, i suoi passaggi altalenanti sotto le forchette caudine vengono comunque mitigati a colpo d’occhio dai  fianchi e dal sedere che, volente o nolente, fanno parte de suo trasbordante DNA.
Anche Beyonce sembra afflitta da problema della forchetta caudina, ma lei ha, oltre che la struttura ossea di un tirannosauro, il fisico ridondante da bella del Sud che tiene a bada ricorrendo spesso e volentieri alla famigerata “dieta del pepe di cajenna”, l’estrema unzione delle star prima di un evento “red carpet”.
Poi c’è Oprah Winfrey, la più grande e famosa “anchor woman” nonché una delle donne più potenti degli Stati Uniti. Nata grassa e sempre sotto gli occhi di tutta America, la poverina si arrabatta tra diete di ogni tipo per combattere una costituzione nata per i campi da rugby e non per le atmosfere rarefatte della televisione. Anni e anni di paurose oscillazioni di peso seguite con trepidazione dalle casalinghe di ogni stato. Tra poco andrà in onda l’ultima puntata del suo decennale talk show e finalmente potrà rilassarsi. Fin quando qualcuno non le farà un bel ricamo a punto croce sulle belle, ritoccate e turgide labbrone  per cucirle la bocca una volta per tutte.
Quindi, come avete visto, non siete sole e sotto le forchette caudine ci passiamo prima o poi tutti.
E se il vestito di capodanno vi fa sembrare il dirigibile “Lindemburgh” precipitato in un mare di lamè luccicante, fatevi un favore: perdonatevi, compratevi un bel tutone di ciniglia, buttatevi sul divano senza farvi prendere dallo sconforto e tramate la vostra rinascita di “cerbiatta di primavera” che vi farà tornare più belle e in forma che mai in brevissimo tempo.
La speranza è l'ultima a morire.
Published in Fashion
Mercoledì 17 Novembre 2010 17:38

"La Dolce Diva" e il fascino del burlesque

Il fascino del burlesque approda al teatro. È stato presentato oggi lo spettacolo “La Dolce Diva” che andrà in scena al teatro Olimpico da 29 novembre al 5 dicembre. Diretto dal regista Matteo Tarasco, nel cast Claudio Gregori (Greg), Alessandro Casella, Lydia Giordano ed inoltre Miss Dirty Martini, dea del burlesque newyorkese.
Lo spettacolo è innanzitutto un omaggio alle notti romane, alla magia del cabaret, al surrealismo visionario di Fellini, al jet set, alle luci, a quella sete di vita che ha risvegliato gli anni ’50 dalla fine della Grande Guerra. Una notte del 1958, nel locale più underground di via Veneto, "Il Gatto Nero", sedotti dallo spogliarello ad arte della dea del burlesque. “La Dolce Diva” è anche un vero e proprio musical con danze e canzoni originali eseguite dal vivo accompagnate dalla IALS Jazz Big Band e dal corpo di ballo coreografato da Cristina Pensiero. Dichiara il regista Matteo Tarasco: «Si uniscono esperienze di natura diversa per crearne una nuova», in effetti, lo spettacolo prevede musical, burlesque ed ha una drammaturgia che rende lo spettacolo unico nel suo genere ed assolutamente da vedere.
Ironico e provocatorio, il burlesque ha oltre un secolo e mezzo di storia. Nasce in America e nel Regno Unito negli ultimi decenni dell’Ottocento dove le sue eroine erano vestitissime.  Si narra che nel 1917, nello spettacolo dei fratelli Minsky,  per un incidente ad una delle ballerine, si ruppe un gancetto del costume e finì col perdere in scena buona parte del suo abito: il pubblico fu entusiasta e l’”incidente” divenne parte integrante dello spettacolo. Negli anni ’60 era ormai trattato come un “reperto di spettacolo”, complice la liberazione sessuale apportata dal femminismo, il pubblico preferì altre forme di intrattenimento al burlesque. Il new-burlesque è tornato sulla scena a partire dagli anni novanta, sull’onda della moda legata alla cultura vintage. Diverse star come Madonna, Christina Aguilera, Gwen Stefani, Lady Gaga, si sono ispirati alla cultura del burlesque, ma adesso l’ottica è differente: la donna post-femminista, più consapevole di sé lo reinterpreta «ad uso di se stessa e non per il piacere della seduzione maschile».

Claudia Romano

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