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Displaying items by tag: Drag Queen

In Brasile non è più un tabù piuttosto una professione che promette di avere molti adepti. Si tratta di veri e propri corsi di formazione, offerta dall'istituto Sesc di Santo e riconosciuti persino dagli enti pubblici per aspiranti "drag queen".

Gratuito, il corso coordinato dall'attore e ballerino Zecarlos Gomes ha ricevuto fondi del Programma di azione culturale della segreteria di Cultura dello Stato di San Paolo.

Aperto a marzo, e' uno dei pochissimi presenti in Brasile in grado di rilasciare un attestato di frequenza ufficiale, per un lavoro finora svolto prevalentemente da autodidatti.

Chi si cimenta in questa nuova figura professionale si diverte sul palco senza necessariamente doversi dichiarare gay o transessuale.

Come Walder, nome d'arte 'Tchaka', che tra seminari, feste di matrimonio e compleanni, arriva a guadagnare oltre 4mila euro al mese con i quali mantiene l'intera famiglia. "Siamo attori di un solo personaggio - sottolinea Walder - ma anche questa e' arte, indipendentemente dall'appartenenza all'universo gay!.

Grazie al perfezionamento raggiunto con il corso, anche i travestimenti del 32enne Mateus Miranda stanno avendo un enorme successo nei locali gay di San Paolo e Brasilia. Il suo forte sono le 'cover' di Beyonce, Katy Perry, Rihanna e Madonna.

'Prima del corso - spiega Mateus - era difficile aver nozione del proprio viso per nascondere i contorni maschili e assumere la nuova identita' femminile'.

Ma la nuova, promettente professione attira anche le donne.

 

 

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Gli spettacoli di burlesque stanno vivendo un nuovo momento di fortuna, grazie anche al film-musical del 2010 “Burlesque”, interpretato da Christina Aguilera e Cher Su questa scia ha debuttato ieri “Man Burlesque”, spettacolo teatrale ideato e diretto da Maximo de Marco. Sensualità, glamour e comicità si intrecciano nelle coreografie che vedono protagonisti artisti, ballerini e due drag queen performers, Gloria Burning e Magenta, estrose e divertenti. Ma è tutto il cast di Man Burlesque a stupire: dalla sensualità latina del dominicano Raul Abreu, a “ju ju & jospel”, vincitori del Cantagiro 2011, fino al contributo dato dal premio David di Donatello, Antonella Ponziani. Il tutto avvolto dalle scenografie virtuali di Alec Brena ed una colonna sonora suonata interamente da vivo. Lo spettacolo verrà proposto per tutta la stagione al teatro Palazzo Santa Chiara a Roma, mentre da aprile andrà in tour nelle maggiori capitali europee.

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Debutta il prossimo14 dicembre a Milano il musical “Priscilla regina del deserto”. L’opera trae spunto dall’omonimo film del 1994 e racconta le avventure di tre drag queen che attraversano il deserto australiano a bordo di Priscilla, l’autobus rosa che troneggia sul palco del teatro Ciak. «Abbiamo dovuto ridisegnare il teatro per ospitarlo, e ora pensiamo a come portarlo a Roma, l'anno prossimo - commenta Daniele Luppino, produttore  dello show per Italia, Spagna e Portogallo e co-produttore per Broadway e Toronto – Saremo in scena, spettatori permettendo, per tutta la stagione».
«Lo show non e' una storia di gay, ma di outsider – precisa Dean Bryant, associate director dello show - Tutti possono vederlo e tutti vi si possono riconoscere. Riguarda l'essere accettati per chi si e' veramente. Poi si sbilancia: «Priscilla e' un musical che parla al cuore ed e' anche la storia di una famiglia: sono sicuro che in Italia sarà apprezzato, essendoci un forte senso della famiglia». Di sicuro successo sarà la colonna sonora: una band di 9 elementi suonerà dal vivo classici del repertorio disco e pop come “Go West”, “I say a little prayer”, “It's raining men”, oltre a brani di Madonna.
«Non ho dubbi – conclude il produttore australiano Garry McQuinn-  sarà il musical più grande mai realizzato in Italia. Oppure, come recita il copione, sarà un piccolo passo per un uomo, ma un grande passo per una drag queen».
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A dir poco pazzesche, le drag queen che hanno esaltato il red carpet del Festival internazionale del cinema di Roma. Sono state in sessanta a sfilare sotto gli occhi di curiosi ed appassionati che si sono accalcati per guadagnare le prime file e posizionarsi a favore delle trenta drag queen, appartenenti all’enturage del Muccassassina e del Gay Village, che mai come quest’anno hanno ridestato il lato più eccentrico e stravagante del Festival. L’iniziativa è stata rea possibile grazie alla collaborazione con il circolo Mario Mieli in occasione della presentazione del film, appartenente alla sezione “Focus UK”: "The British Guide to Showing Off" del regista, pittore e video artist Jes Benstock.
“Essere qui su questo tappeto rosso è sicuramente un’occasione importante per mostrare a tutti quanto dalla cultura underground, camp, per molti erroneamente considerata diversa, nascano sempre occasioni uniche” ha dichiarato Rossana Praitano, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli.
Un fantastico omaggio alla cultura undergroud britannica raccontata in chiave moderna con sfumature registiche che hanno colto l’essenza propulsiva di fondamentali cambiamenti in campo artistico e letterario che hanno poi, influenzato e contaminato intere generazioni. La pellicola si focalizza sull’artista e performer Andrew Logan, la scelta non è stato un caso, se si considera che è stato il creatore di Alternative Miss World (evento che dal 1972 porta avanti la sua filosofia tutta anti-beauty pageant: la bellezza non ha standard convenzionali, ma è trasformazione. ) Glitter, piume, maschere, spazio industriale e una passerella. Un’ extravaganza pubblica in puro stile londinese, senza regole, nessuna restrizioni in merito: gay, etero uomini vestiti da donna o viceversa.
"Un concorso nato negli anni Settanta come strumento di libertà - spiega il regista - travestirsi è un modo per esprimere veramente se stessi".

 

 

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Mercoledì 27 Luglio 2011 12:57

L'East Village sbarca al GayVillage

Il GayVillage ospiterà, nel week end del 5 e 6 agosto, “The New York: festival dell’underground”,  una rassegna di teatro, musica e arte performativa. Saranno gli artisti Penny Arcade, Tigger, Sherry Vine, Phoebe Legere, Acid Betty e Joey Arias in arrivo dall’East Village di New York a dare vita a questa strabiliante performance  ideata e diretta dalla newyorkese  Daniela Merlo.
L’East Village è celebre in tutto il mondo come il quartiere dei poeti, musicisti jazz e rock, del Vaudeville e del Teatro Yiddish, degli artisti, delle Drag Queens e dei performance artists.
Alcuni degli artisti, che saliranno sul palco del Gay Village, si esibiscono sin dagli anni ’70, come Penny Arcade. La sua carriera inizia affianco al grande Andy Warhol, per poi proseguire da sola in spettacoli incentrati su esperienze personali e sulla realtà gay di New York.  A Roma presenterà “The very best of Penny Arcade”, uno show che metterà in scena alcuni spezzoni tratti dai suoi spettacoli di maggior successo (Bitch!Dike!Faghag!Whore!, Bad Reputation, New York Values.)
Phoebe Legere, inizia a muovere i suoi primi passi negli anni ’80 al fianco di Jack Smith. Diventa, ben presto, una presenza fissa al “Pyramid Club” sulla Avenue, dove riscuote enorme successo come  pittrice e per il suo genio musicale, il tutto in un corpo mozzafiato.
Joey Arias si esibirà regolarmente con Klaus Nomi per poi diventare la più sofisticata delle Drag Queen e grazie alla sua splendida voce fa rivivere sul palco Billie Holiday.
Con l’arrivo degli anni ‘90 arriva anche Sherry Vine. Gambe chilometriche e umorismo tagliente sono i suoi punti forti. Ma questi sono anche gli anni in cui si affaccia l’ironia prorompente di Tigger, il primo performer di boylesque, ovvero la versione maschile del burlesque.
E infine, come ambasciatrice del presente, salirà sul palco del GayVillage Acid Betty, autodefinitasi la più feroce Drag Queen in circolo, che riuscirà a spiazzare chiunque con le sue mises strabilianti.
Questi artisti sono legati fra di loro da una sincera amicizia e dalla missione di continuare a portare avanti l’arte dell’underground dell’East Village. E ogni anno questo senso di comunità viene ribadita dall’Howl Festival, incontro eponimo del poema di Allen Ginsberg, organizzato da un consiglio di artisti fra cui troviamo anche Patti Smith e Debby Harry, e dal New York Underground Museum (figlio di Phoebe Legere) dove l’arte viene offerta agli abitanti del quartiere tramutando Thompkins Square in una kermesse di musica, performance, e arte.
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Raquel Redd, Detox Icunt e Ms. Luna, tre drag queen, durante un’esibizione a Los Angeles presso il locale “Sheddy's Public Parlour” in cui si esibiscono regolarmente, hanno strappato un cartello dedicato a Lady Gaga in cui si leggeva “don’t be a drag, just be a queen”, frase contenuta in “Born This Way”, ultimo singolo della Germanotta. L’espressione è stata infatti giudicata offensiva e arrogante dalle tre drag.
Durante lo show, Ms. Luna è salita sul palco con questo cartello su cui era scritto: “Born This Way? Don’t be a drag! Oh really Gaga?”. Quando la drag ha girato il cartello è apparsa un’altra scritta: “Lady Gaga...Why???”. A qual punto tutte e tre le artiste hanno strappato il manifesto. E la cosa è parsa piacere molto al pubblico che ha applaudito calorosamente.
Secondo il noto blogger gay “Perez Hilton”, però, la canzone si rivolge a tutti coloro che almeno una volta nella vita si sono sentiti esclusi e a riprova di questa teoria ci sarebbe la frase del testo che dice: “No matter gay, straight or bi / Lesbian, transgendered life / I’m on the right track, baby” (ovvero: non importa fare una vita da gay, etero o bisessuali / lesbiche o transgender: sono sulla strada giusta, baby).
La frase contestata dalle drag, poi, potrebbe essere soggetta a diverse interpretazioni compresa qualla che traduce “drag” con noiosa.
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Giovedì 17 Febbraio 2011 15:16

American Burlesque Revue

Micca Club
17-18-19-20 febbraio 2011
Roma


Il successo del Burlesque è ormai al punto più alto in Italia: siamo arrivati ad avere speciali televisivi, spettacoli in teatri e club, film hollywoodiani, si creano scuole ed accademie, ma c’è ancora molto da scoprire.
Per questo motivo il Micca Club vuole esplorare una realtà nuova dello spettacolo di Burlesque, non ancora così nota al pubblico italiano: quella Americana.
Proprio nei giorni dell’uscita in Italia del film “Burlesque”, il Micca Club ha organizzato tre giorni interamente dedicati ad artisti Americani, per rendere ancora viva l’attenzione e far conoscere la parte migliore del vero Burlesque.
Sul palco del Micca Club, per l’American Burlesque Revue, in arrivo da Seattle la burlesque performer Catherine D’Lish, attualmente conosciuta come la direttrice artistica, costumista e coreografa di Dita Von Teese, ideatrice dell’ormai noto numero nella coppa di champagne eseguito da Dita anche sul palco di Sanremo, e vincitrice dei più prestigiosi premi. Catherine D’Lish terrà un workshop burlesque sabato 19 per tutte le donne che vorranno scoprire i molti segreti di quest’arte raffinata.
Torna a Roma anche la star delle star newyorkesi Dirty Martini, già protagonista del film francese “Tournèe” e dello spettacolo teatrale “La Dolce Diva”, prodotto dal Micca Club e andato in scena al Teatro Olimpico.
Altra importante novità, per la prima volta in Italia un rappresentante dell’ultima moda newyorkese in fatto di burlesque show: il Boylesque, cioè la prima versione maschile del burlesque. Arriva, infatti, da New York il primo ed indiscusso Re del Boylesque, Tigger.
Il Boylesque è sì uno strip-tease al maschile, ma Tigger è un vero artista dello spogliarello e il suo gioco sta nel diventare una Drag Queen e dare ai suoi personaggi una eccessiva sensualità da farla divenire una parodia comica di un burlesque show al femminile.
Altra star in programma viene del Canada, Scarlett James, una vera bomba sexy, possiamo dire la versione più classica di una artista Burlesque, con tanti boa di piume e lustrini, in onore delle show girls degli anni ‘20-‘30. I suoi spettacoli fanno rivivere i momenti più gloriosi di questo spettacolo, facendo viaggiare il pubblico in un mondo parallelo fatto di coppe di Champagne e cristalli di Swarovsky nella Hollywood degli anni ‘20. Scarlett James in poche parole? Una vera Diva!
Ogni sera una live band diversa accompagnerà le performer, il Rockabilly del “Da Silva Trio”, la musica selvaggia dei Bone Machine e la band anni venti Boardwalk Empire Stompers, formazione composta da musicisti professionisti che nasce proprio per l’American Burlesque Revue.
Loro si ispirano all'omonima serie tv che sta spopolando in tutto il mondo ed ora anche in Italia. L'atmosfera è quella degli anni ‘20, quella del proibizionismo e soprattutto quella del charleston, della jazz dance  dell'epoca. I Boardwalk Empire Stompers, sono capitanati da Edoardo Simeone che suona il piano e cura tutti gli arrangiamenti.
Per domenica, giornata di chiusura del Festival, il consueto Micca Market sarà a tema Burlesque, con la possibilità di acquistare corsetti, boa, tassels, pasties, guanti e cappellini con velina e tante altre idee ed accessori in stile. Subito dopo il mercatino e l’aperitivo l'American Burlesque Revue chiuderà questa sua prima edizione con gli spettacoli delle star Miss Dirty Martini e Scarlett James. L’ingresso è libero.
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