Il 2 febbraio a Roma, la Casa Internazionale delle Donne organizza un evento dedicato al documentario “L’altra metà del cielo…continua”, girato da Maria Laura Annibali, militante del movimento lesbico cpitolino.
Il documentario offre una visione dell’omosessualità femminile attuale: come già accaduto nel primo lavoro di Maria Laura, “L’altra metà del cielo”, girato nel 2009, in 45 minuti prendono forma storie diverse, da quella di una giovane coppia di ragazze alle prese con i loro primi amori, alla donna che ha dato alla luce una bambina attraverso l’inseminazione artificiale, fino alla riflessione ponderata della studiosa che ha visto l’evoluzione del movimento lesbico fino ad oggi.
Alle 18,30, presso Via della Lungara, verrà proiettato il documentario e a seguire avrà luogo un dibattito condotto da Delia Maccarello, scrittrice e firma del quotidiano l’Unità, a cui sono parteciapno la deputata PD Anna Paola Concia, Imma Battaglia, presidente dell’associazione Di’Gay Project, varie personalità pubbliche capitoline e la regista Anna Maria Annibali, che ha gentilmente risposto alle nostre domande.
Cosa è cambiato rispetto al primo documentario?
Questo documentario è la continuazione del precedente, come evidenzia il titolo e come si evince dal trailer. Non potevo, come non posso neanche questa volta, testimoniare in novanta minuti le varie realtà della nostra comunità; quindi, anche il canovaccio di questo mio lavoro è simile al precedente: prendendo spunto dalle testimonianze delle mie intervistate, dire esplicitamente, o fare intuire, qualche pensiero, che nel mio lungo silenzio era rimasto inespresso.
Qual'è l'obiettivo del nuovo documentario?
Riuscire, sempre più, a diffondere quella che noi amiche lesbiche chiamiamo “nuova educazione sentimentale"!
Ci racconti un episodio particolare che è avvenuto durante le riprese?
Ho notato, che c’è sempre gente incuriosita dal nostro piccolissimo set; ma. soprattutto, ho visto giovani studenti e qualche professore particolarmente attenti a quello che stavamo svolgendo con le due giovanissime ragazze davanti alla loro scuola.
Quale, tra le storie raccontate, ti ha emotivamente coinvolto di più?
Sono una emotiva sentimentale, o se vogliamo, e non è una semplice ripetizione, una sentimentale emotiva. Indubbiamente il pianto di Benedetta, la donna lesbica che ha fatto l'inseminazione, quando parla della nascita della sua desideratissima figlia, mi ha fatto "pic" nell'anima!
Dal tuo punto di vista, i media italiani si occupano sufficientemente dell'omosessualità femminile?
Credo che i media italiani, in genere, sono proprio interessati all'omosessualità femminile, ed è per questo, quindi che io vi ringrazio sinceramente.
di Gabriele Orlandi











