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Displaying items by tag: matrimonio gay
Una sentenza della Corte di Cassazione interviene sul tema del matrimonio tra persone dello stesso sesso: la Prima Sezione Civile è stata chiamata a pronunciarsi sul ricorso presentato da una coppia di uomini di Latina che si erano sposati a L'Aia, nei Paesi Bassi, e a cui era stata negata la trascrizione del certificato di nozze, una volta tornati in Italia. La sentenza afferma che "l’intrascrivibilità delle unioni omossessuali dipende non più dalla loro inesistenza e neppure dalla loro invalidità ma dalla loro inidoneità a produrre quali atti di matrimonio, appunto, qualsiasi effetto giuridico nell’ordinamento italiano". Le coppie di fatto sono quindi una realtà, ma non sono previste dall'ordinamento giuridico italiano. Inoltre, la Suprema Corte interviene sui diritti delle coppie di fatto, auspicando un “trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata“.
Come spesso accade, la sentenza della Cassazione è stata "tirata" un po' a destra e un po' a sinistra: «Non pretendiamo leggi rivoluzionarie – ha commentato Massimo Donadi, di Italia dei Valori – ma che il Parlamento sia almeno in grado di leggere la realtà sociale, comprenderne i mutamenti, e legiferare in maniera conseguente»; per Paola Concia «il Parlamento deve colmare il vuoto legislativo». Per il PdL, la sentenza «è piuttosto l’ennesima conferma che l’ordinamento già riconosce ai conviventi, qualunque sia il loro sesso, a legislazione vigente e sulla base di consolidata giurisprudenza, una serie di diritti in tema, per esempio, di registrazione anagrafica, di tutela della salute, di godimento di alloggi popolari, di assistenza, di nomina di un tutore, di risarcimento danni, e così via», dice Alfredo Mantovano.
Quello che salta all'occhio, in realtà, è come, ancora una volta, la politica italiana sia rimasta indietro, superata da una società in evoluzione, ma anche dai governi esteri, che riescono a rispondere prima e più efficacemente alle esigenze dei propri cittadini.
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Il Parlamento europeo vota per l'equità matrimoniale: è stato approvato il rapporto sulla parità dei diritti tra uomo e donna, presentato dalla deputata radicale olandese Sophie in't Veld. Il documento contiene alcuni emendamenti specificamente legati alle unioni omosessuali, come il paragrafo 7, che il Partito dei popolari europei voleva cancellare, ma la cui richiesta è stata bocciata con 342 voti contro 322. Strasburgo si dichiara quindi favorevole alla parità dei diritti e chiede ai governi europei di non dare «definizioni restrittive di famiglia».
Il rapporto chiede anche al Consiglio europeo di «riaffermare - tra gli Stati membri - il principio di uguale trattamento senza distinzione di religione o credo, disabilità, età o orientamento sessuale».
Soddisfatte le associazioni lgbt: «L’Italia e le sue istituzioni democratiche - dichiara in una nota il Circolo Mario Mieli - devono certamente guardare più all’Europa che ai diktat oscurantisti del Vaticano e degli integralisti che vogliono imporre a tutti la loro visione medioevale della società e della famiglia. Il riconoscimento e la promozione della effettiva uguaglianza e pari dignità di tutti cittadini - continua - è elemento fondamentale per il rafforzamento della solidarietà sociale e persino della crescita, soprattutto in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando».
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Mercoledì 14 Marzo 2012 11:01

Danimarca, sì alle nozze gay in chiesa

Il governo danese del primo ministro Helle Thorning-Schmidt ha completato la messa a punto della legge, che entrerà in vigore dal 15 giugno, che permetterà alle coppie omosessuali di sposarsi anche in chiesa. La legge comunque lascerà ai singoli pastori della Chiesa luterana la decisione di celebrare o meno le nozze religiose tra persone dello stesso sesso. Qualora un prete si rifiutasse di celebrare le nozze sarà obbligato a trovare un sostituto che celebri il matrimonio. Lo Stato danese garantirà, quindi, il diritto di sposarsi a tutti i cittadini danesi che professino il credo evangelico luterano indistintamente, qualsiasi sia la loro inclinazione sessuale.

«E' una mossa naturale e corretta per una Danimarca moderna», questo il commento del primo ministro.

Non è la prima volta che la Danimarca stupisce e fa parlare per la sua lungimiranza in fatto di coppie gay. Già dal 1997 il governo danese permette anche alle coppie omosessuali di registrarsi presso il registro delle unioni civili, senza differenze di sorta con le coppie eterosessuali.

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Rosby Bindi dichiara ai microfoni di SkyTg24: «il matrimonio è solo eterosessuale, è un punto molto fermo. Tra gay non userei la parola ‘matrimonio’ - continua - Quello è un istituto previsto dalla Costituzione che lega quella parola al fondamento della famiglia e un’unione eterosessuale». Anche se la presidentessa dell'Assemblea nazionale del PD prende le distanze dal segretario PdL, Angelino Alfano, commentando che «Tanta propaganda e rozzezza non me l’aspettavo da Alfano», le sue parole non possono che far riflettere sulla distanza tra la politica italiana e quella europea, come sottolineano le associazioni lgbt: «Le posizioni espresse dai due rappresentanti dei maggiori partiti della destra e della sinistra italiane - commenta Paolo Patanè di Arcigay - ci dimostrano la loro sottomissione ad un approccio ideologico e teologico alla questione dei diritti delle persone e delle coppie gay, lesbiche e transessuali». «Entrambi scandalosi, fuori dal tempo, dall’Europa e dalle reali esigenze del nostro Paese», sono le parole di Rossana Praitano, presidente del Circolo Mario Mieli. «In Gran Bretagna si deciderà entro breve per il matrimonio civile alle coppie dello stesso sesso, il frutto di un’elaborazione politica che vede affiancati i partiti laburista e conservatore. La destra italiana - continua - è sempre più lontana, in maniera imbarazzante, da quella liberale europea che invece di leggi a favore delle coppie dello stesso sesso ne fa eccome. Noi siamo il medioevo politico di un’Europa che ci guarda a volte ridendo, a volte compiangendoci», conclude Praitano.
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Riportiamo il comunicato di Arcigay, in merito alle ultime decisioni del governo britannico, favorevole al matrimonio tra persone dello stesso sesso: «Quella che viene da Londra quest’oggi è una lezione di impeccabile conservatorismo che dovrebbe dare da pensare tanto alle destre, quanto a quotidiani e media e alle sinistre italiane.
Tra i conservatori infatti, il primo ministro britannico David Cameron (in foto) si è già ampiamente dichiarato  favorevole al matrimonio gay nell’ottobre scorso “ci credo - spiegava - perché l'impegno di una persona per l'altra nel matrimonio è un valore dei conservatori”. Ancora, il governo inglese ha aperto, da qualche giorno, una consultazione sulla fattibilità del matrimonio gay e, oggi, un portavoce di  Downing Street ha aggiunto: “Il governo ha messo in chiaro il suo impegno per l'eguaglianza. Pensiamo che la gente debba avere il diritto al matrimonio civile a prescindere dall'orientamento sessuale”.
Per i media, oggi, il “Times” si è schierato per il matrimonio tra persone dello stesso sesso perché “riformare la legge per consentire alle coppie dello stesso sesso di sposarsi arricchirebbe una istituzione storica e espanderebbe la somma della felicità umana”.
Ora per un  europeista come Mario Monti, per il riformista Corriere, per la progressista Repubblica e  per tutti gli altri questi passaggi dovrebbero rappresentare un punto di non ritorno. Da oggi infatti essere favorevoli al matrimonio gay non può dirsi di estrema sinistra, o di sinistra estrema, ma tanto di destra, quanto sinistra. Ci risulta difficile da questo punto di vista, trovare una collocazione per Pdl e Pd, che, rispetto ai parametri europei, dovrebbero darsi una bella mossa».
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Il Senato del Maryland ha definitivamente approvato la legge per il matrimonio tra persone dello stesso sesso: «E' un gran giorno per la democrazia - ha dichiarato il senatore democratico Jamie Raskin - ed è un gran giorno per l'uguaglianza, la libertà e il matrimonio». La legge ora attende il vaglio definitivo del governatore, il democratico Martin O'Malley, che ha già mostrato il suo appoggio alla legge: «Il Maryland potrà ora proteggere in maniera eguale i diritti individuali di matrimonio civile e le libertà religiose», ha scritto su twitter appena saputo l'esito della votazione. Sale così a otto il numero degli Stati che ammettono l'equità matrimoniale: oltre al Maryland e il Distretto di Columbia, ci si può sposare anche in Massachusetts, Iowa, Vermont, New Hampshire, Connecticut e New York.
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L'Inghilterra accende di nuovo i riflettori sul matrimonio tra persone dello stesso sesso: il Primo Ministro inglese, David Cameron, è risoluto a vedere riconosciuto il diritti degli omosessuali di sposarsi. «Questo governo promuove una società equa dove ci si rispetta l'un l'altro - ha detto il ministro delle Pari opportunità, Lib Dem Lynne Featherstone - Non stiamo cambiando il matrimonio religioso, né chiediamo ai gruppi religiosi di andare contro le proprie tradizioni».
Ma questo non ha fermato Lord Carey, Arcivescovo di Canterbury, che si è opposto ai piani del governo conservatore, lanciando la Coalition for Marriage e scagliandosi contro Cameron e il suo tentativo di compromettere l'istituto del matrimonio, affermando che la maggioranza della popolazione è contraria, e che il cambiamento sarebbe il capovolgimento di 800 anni di legislazione.
Ma è una fonte di Downing Street, sede della prima carica inglese, a replicare che David Cameron «è molto determinato sulla questione. Nulla è cambiato in merito».
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La strada per l'equità matrimoniale negli Stati Uniti è fatta di avanzate e soste, vittorie e tentennamenti. L'ultimo veto viene dal governatore del New jersey, Chris Christie, il quale ha detto che non approverà il progetto di legge che autorizza il matrimonio tra persone dello stesso sesso, mentre il Senato aveva già dato il via libera. «Non sono un grande sostenitore del matrimonio omosessuale - è stato il commento di Christie - Non è qualcosa che si approva. Credo che il matrimonio debba essere tra un uomo e una donna. Questa è la mia posizione. E questa - ha continuato - sarà anche quella del nostro Stato perché non firmerò una legge simile a quella adottata dallo Stato di New York». Ancora tortuosa, per ora, la strada che porterebbe il New Jersey ad afffiancarsi agli altri sei Stati che già consentono le nozze gay: New York, Massachusetts, Connecticut, Vermont, New Hampshire, Iowa e distretto di Columbia.
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Martedì 14 Febbraio 2012 11:28

L'Illinois ha un sito per i turisti lgbt

Il sito web dello Stato dell'Illinois ha creato una sezione rivolta espressamente al turismo lgbt. Nominata "Pride Illionis", Orgoglio Illiois, contiene link agli hotel e B&B gay-friendly e informazioni sui locali gay a Chicago e nelle principali città dello Stato.
Il Governatore Democratico Pet Quinn supporta l'iniziativa, definendola "sensata in termini umani ed economici". «Il nostro sito dedicato al turismo aiuta i visitatori a pianificare i loro viaggi in Illiois, fornendo dettagli sui luoghi e le attività offerte. Una sezione costruita appositamente per le esigenze dei viaggiatori lgbt - continua  Quinn - li aiuta a godersi al meglio il soggiorno, e al contempo incentiva il crescente sistema turistico del nostro Stato».
Quattro categorie ci guidano all'interno di Pride Illinois: Play, Eat, Shop e Stay, che propongono un ventaglio assortito di proposte, dalle visite all'Abrahm Lincoln Presidential Museum di Spingfield, ai club gay-friendly di Chicago, come il Berlin e il Circuit Night Club, fino all'Argosy Casino di Alton, dove tentare la fortuna nel casinò a tre piani.
Il sito pubblicizza infine in home page alcuni link ai principali eventi annuali della comunità lgbt e, non ultima, la notizia che l'Illinois ha legalizzato nel 2011 le unioni civili e quest'anno alcuni parlamentari hanno presentato un disegno di legge per il matrimonio tra persone dello stesso sesso.
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Mercoledì 08 Febbraio 2012 10:47

Corte federale boccia la norma omofoba

La Proposition 8 sembra destinata a scomparire, anche se immediatamente. La Corte federale d'appello di San Francisco del 9° Distretto ha stabilito che è incostituzionale negare il matrimonio tra persone dello stesso sesso.
La Proposition 8, lo ricordiamo, è un referendum votato nel novembre 2008, dove il 52% dei californiani si era dichiarato contrario all'equità matrimoniale; conteneva, inoltre, la richiesta di scrivere esplicitamente che il matrimonio si celebrasse soltanto tra un uomo e una donna.
Già nel 2010 un tribunale di Los Angeles si era espresso contro la Proposition 8, cioè a favore delle nozze gay; ora la Corte federale appoggia quella decisione, anche se il voto non è stato unanime: solo due giudici su tre hanno infatti votato per abolire la norma discriminatoria.
L'associazione Human Rights Campaign saluta con soddisfazione la notizia: «La battaglia legale è tutt'altro che finita, ma quello di oggi è un grande passo verso la lunga lotta per l'equità matrimoniale», commenta, ringraziando le coppie che per prime hanno impugnato il referendum davanti ai giudici: «Paul Katami e Jeff Zarrillo, Kristin Perry e Sandy Stier decisero che non potevano rassegnarsi nel vedere che gli era stato sottratto il diritto di sposarsi».
Ma la decisione della Corte federale non comporta l'immediata abolizione della Prop.8: i sostenitori della norma hanno un margine di tempo per chiedere appello ad una nuova Corte federale, oppure alla Corte suprema degli Stati Uniti, e fino ad allora il matrimonio tra persone dello stesso sesso in California resta sospeso.
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