Cassazione, coppie gay hanno gli stessi diritti delle coppie sposate
UE, il Parlamento favorevole ai matrimoni gay
Danimarca, sì alle nozze gay in chiesa
Il governo danese del primo ministro Helle Thorning-Schmidt ha completato la messa a punto della legge, che entrerà in vigore dal 15 giugno, che permetterà alle coppie omosessuali di sposarsi anche in chiesa. La legge comunque lascerà ai singoli pastori della Chiesa luterana la decisione di celebrare o meno le nozze religiose tra persone dello stesso sesso. Qualora un prete si rifiutasse di celebrare le nozze sarà obbligato a trovare un sostituto che celebri il matrimonio. Lo Stato danese garantirà, quindi, il diritto di sposarsi a tutti i cittadini danesi che professino il credo evangelico luterano indistintamente, qualsiasi sia la loro inclinazione sessuale.
«E' una mossa naturale e corretta per una Danimarca moderna», questo il commento del primo ministro.
Non è la prima volta che la Danimarca stupisce e fa parlare per la sua lungimiranza in fatto di coppie gay. Già dal 1997 il governo danese permette anche alle coppie omosessuali di registrarsi presso il registro delle unioni civili, senza differenze di sorta con le coppie eterosessuali.
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Corte federale boccia la norma omofoba
La Proposition 8, lo ricordiamo, è un referendum votato nel novembre 2008, dove il 52% dei californiani si era dichiarato contrario all'equità matrimoniale; conteneva, inoltre, la richiesta di scrivere esplicitamente che il matrimonio si celebrasse soltanto tra un uomo e una donna.
Già nel 2010 un tribunale di Los Angeles si era espresso contro la Proposition 8, cioè a favore delle nozze gay; ora la Corte federale appoggia quella decisione, anche se il voto non è stato unanime: solo due giudici su tre hanno infatti votato per abolire la norma discriminatoria.
L'associazione Human Rights Campaign saluta con soddisfazione la notizia: «La battaglia legale è tutt'altro che finita, ma quello di oggi è un grande passo verso la lunga lotta per l'equità matrimoniale», commenta, ringraziando le coppie che per prime hanno impugnato il referendum davanti ai giudici: «Paul Katami e Jeff Zarrillo, Kristin Perry e Sandy Stier decisero che non potevano rassegnarsi nel vedere che gli era stato sottratto il diritto di sposarsi».
Ma la decisione della Corte federale non comporta l'immediata abolizione della Prop.8: i sostenitori della norma hanno un margine di tempo per chiedere appello ad una nuova Corte federale, oppure alla Corte suprema degli Stati Uniti, e fino ad allora il matrimonio tra persone dello stesso sesso in California resta sospeso.











