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Lunedì 20 Febbraio 2012 10:07
Vent'anni del Mos, Mele: "Tuteliamo i diritti di tutti"
Il Movimento omosessuale sardo ha festeggiato i venti anni di vita: al Circolo Borderline di Sassari, erano presenti rappresentanti delle istituzioni e del mondo associativo, che hanno condiviso la gioia dei presenti e del presidente del movimento, Massimo Mele: «La battaglia vinta di cui sono orgoglioso? - ha dichiarato - Aver sdoganato l'omosessualità a Sassari, abbattuto quello che era un tabù ed essere riuscito ad aiutare tanti giovani a prendere coscienza con serenità della loro sessualità. Siamo nati come circolo Arcigay nel gennaio del 1992. Allora - ha poi raccontato Mele - a Sassari l'omosessualità era un argomento tabù, nemmeno esisteva un punto d'incontro. Se c'è un merito di cui ci possiamo vantare è che uscendo allo scoperto abbiamo portato l'argomento all'attenzione generale e messo il primo seme per un cambio di mentalità generale».
Ricordando le battaglie politiche combattute dal Mos, Mele ha detto: «Non vogliamo tutelare solo i diritti di gay e lesbiche, ma i diritti di tutti, perché è così che non saremo discriminati nemmeno noi. Le nostre rivendicazioni, infatti, sono state negli anni il diritto all'articolo 18, la condanna delle guerre, la battaglia per il registro delle unioni civili che ci portò, appunto, all'occupazione dell'aula consiliare».
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Mercoledì 15 Febbraio 2012 15:35
Resta in Italia la coppia sposata in Spagna
E' arrivato il verdetto del ricorso presentato dall'uomo uruguayano al Tribunale civile di Reggio: sposatosi in Spagna con un italiano, il sudamericano si era visto rifiutare il permesso di soggiorno in Italia dalla Questura, perché la situazione coniugale dei due non è riconosciuta nel nostro Paese. Ora il giudice civile Emma Tanasi accoglie il ricorso e l'uomo potrà restare.
Certi Diritti, l'associazione nata in difesa degli omosessuali, ha messo a disposizione della coppia l'avvocato Giulia Perin, che ha fatto valere in tribunale una precedente sentenza della Corte di Cassazione, secondo la quale lo statuto di "coniuge" va stabilito in base al Paese dove la coppia si è sposata. «Questa sentenza - ha commentato Certi Diritti - rappresenta un passo avanti per l’affermazione della non discriminazione delle coppie dello stesso sesso».
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Mercoledì 01 Febbraio 2012 09:59
Ministro Fornero: "Pieno impegno contro le discriminazioni"
Il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Elsa Fornero, ha espresso il suo pieno impegno a favore della comunità lgbt italiana: «I diritti sono importanti e l’impegno contro le discriminazioni e contro chi le fa sorgere deve essere massimo. Il mio impegno è pieno contro le discriminazioni anche verso gli omosessuali ed i trasgender», ha dichiarato davanti alle commissioni Affari costituzionali e Lavoro del Parlamento. «E' sotto gli occhi di tutti il grave ritardo culturale, di apertura mentale che il nostro Paese rappresenta in tema di pari opportunità - ha continuato-, nell’accesso ai diritti rispetto alle diversità, che sono molte tra le persone e che non possono essere oggetto e motivo di discriminazione».
Le parole del Ministro hanno suscitato l'approvazione delle associazioni, che auspicano al contempo una reale attuazione degli impegni presi dalla Fornero. «Nel realismo che la contraddistingue - ha commentato Imma Battaglia di Di'Gay Project - mi auguro che sappia applicare soluzioni di brevissimo tempo, i sei mesi che restano, per risolvere la situazione di tante coppie, che, vivendo senza alcuna tutela legale, potrebbero peggiorare le loro situazioni economiche impoverendosi sempre di più e finendo in stato di indigenza».
«Un Governo tecnico potrebbe fare molto, ad iniziare da un rinnovato e concreto impegno a livello europeo rispetto all'atteso e decisivo traguardo della direttiva orizzontale in materia di parità - ha ricordato il presidente di Arcigay, Paolo Patanè -, su cui il Ministro Fornero si è già positivamente espressa negli scorsi giorni, e rispetto alla traduzione normativa della dignità costituzionale delle coppie dello stesso sesso già espressamente riconosciuta dalla sentenza 138 del 2010. Omosessuali, lesbiche e trans italiani - ha concluso - stanno partecipando esattamente come ogni altro cittadino alla chiamata ai sacrifici che questo Governo ha imposto al Paese».
«Un Governo tecnico potrebbe fare molto, ad iniziare da un rinnovato e concreto impegno a livello europeo rispetto all'atteso e decisivo traguardo della direttiva orizzontale in materia di parità - ha ricordato il presidente di Arcigay, Paolo Patanè -, su cui il Ministro Fornero si è già positivamente espressa negli scorsi giorni, e rispetto alla traduzione normativa della dignità costituzionale delle coppie dello stesso sesso già espressamente riconosciuta dalla sentenza 138 del 2010. Omosessuali, lesbiche e trans italiani - ha concluso - stanno partecipando esattamente come ogni altro cittadino alla chiamata ai sacrifici che questo Governo ha imposto al Paese».
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Martedì 31 Gennaio 2012 12:58
Cynthia Nixon: "Non ho scelto di essere bisessuale"
L'attrice Cynthia Nixon ha rettificato le sue recenti affermazioni che avevano surriscaldato la comunità lgbt, soprattutto quando aveva detto che la sua omosessualità è stata più una scelta che non una condizione. Intervistata dal sito d'informazione "The daily beast", Cynthia ha detto: «Anche se non uso spesso questa parola, il termine tecnico preciso per definire il mio orientamento è "bisessuale". Credo che l'essere bisessuale non sia una scelta, ma un dato di fatto. Ciò che ho deciso consapevolmente è stato di avere una relazione omosessuale», ha detto, riferendosi alla sua attuale compagna, che ha recentemente dato alla luce un bambino, e con la quale Cynthia ha dichiarato di volersi sposare, rivelando che il vescovo episcopale Gene Robinson celebrerà il rito d'unione.
«La comunità gay - ha poi continuato Cynthia - non è un monolite, grazie a dio, non più di quanto non lo siano gli Stati Uniti. Mi continuerò ad impegnare affinché arrivi il giorno in cui l'America ci riconoscerà come cittadini a pieno diritto».
«La comunità gay - ha poi continuato Cynthia - non è un monolite, grazie a dio, non più di quanto non lo siano gli Stati Uniti. Mi continuerò ad impegnare affinché arrivi il giorno in cui l'America ci riconoscerà come cittadini a pieno diritto».
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Cinema
Martedì 31 Gennaio 2012 10:55
Segreatrio ONU: "Basta con la discriminazione sessuale"
Il segretario generale delle nazioni unite, Ban Ki-moon, è intervenuto al summit dell'Unione africana, svoltosi ad Addis Abeba, chiedendo a gran voce un miglioramento della condizione degli omosessuali che vivono nel continente africano: «Sono trattati come cittadini di seconda classe, o perfino come criminali», ha detto, ricordando che la discriminazione sessuale «è stata ignorata o perfino approvata da numerosi Stati per troppo tempo». Ciò accade in molti paesi, dall'Uganda alla Nigeria, dove le persone lgbt rischiano dal carcere alla pena di morte solo per manifestare pubblicamente la loro identità sessuale.
Ban Ki-moon ha anche indicato la strada per il cambiamento: «non dobbiamo abbandonare le idee della Dichiarazione universale dei diritti umani». «Dovremmo far nostro il messaggio di Ban ki-moon», ha commentato Aurelio Mancuso, fondatore di Equality, "la prima rete trasversale per i diritti civili“; amaro il commento di Paolo Patanè, presidente di Arcigay: «Le persone omosessuali e transessuali se non muoiono per assenza di diritti, certamente non vivono da cittadini».
Ban Ki-moon ha anche indicato la strada per il cambiamento: «non dobbiamo abbandonare le idee della Dichiarazione universale dei diritti umani». «Dovremmo far nostro il messaggio di Ban ki-moon», ha commentato Aurelio Mancuso, fondatore di Equality, "la prima rete trasversale per i diritti civili“; amaro il commento di Paolo Patanè, presidente di Arcigay: «Le persone omosessuali e transessuali se non muoiono per assenza di diritti, certamente non vivono da cittadini».
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Giovedì 26 Gennaio 2012 13:34
Appello di Ilga-Europe firmato da 184 Parlamentari europei
Un evento di due giorni è stato organizzato presso il Parlamento Europeo da ILGA-Europe, la sezione europea della rete internazionale che lotta per i diritti di gay, lesbiche, trans e bisessuali, insieme all'intergruppo parlamentare per i diritti lgbt: i deputati europei, capitanati dal Presidente Martin Shultz, sono stai invitati a firmare l'appello "Be bothered", un manifesto in dieci punti lanciato per la prima volta durante le elezioni europee del 2009.
In totale, 184 parlamentari si sono impegnati a mettere in pratica le richieste di ILGA Europe, cioè norme anti-discriminazione; norme contro l'omofobia e la transfobia; norme a tutela dei diritti civili delle persone lgbt.
«In qualità di Presidente del Parlamento europeo - ha dichiarato Martin Shultz - potete contare su di me per raggiungere gli obiettivi articolati nel manifesto Be Bothered».
«I diritti lgbt stanno ricevendo sempre più consensi da tutto lo spettro politico - hanno commentato Ulrike Lunacek e Michael Cashman, co-presidenti dell'intergruppo lgbt - ed i prossimi due anni e mezzo saranno cruciali per realizzare richieste molto sentite in Europa».
Tra i firmatari, anche la parlamentare dell'Italia dei Valori Sonia Alfano, che sul suo blog aggiunge: «Le richieste di ILGA-Europe sono sacrosante. Bisogna garantire alle coppie lgbt la possibilità di sposarsi, di avere una unione civile e unioni registrate esattamente come tutti gli altri cittadini, e assicurarsi che queste persone possano godere dei propri diritti in tutta Europa», conclude.
In totale, 184 parlamentari si sono impegnati a mettere in pratica le richieste di ILGA Europe, cioè norme anti-discriminazione; norme contro l'omofobia e la transfobia; norme a tutela dei diritti civili delle persone lgbt.
«In qualità di Presidente del Parlamento europeo - ha dichiarato Martin Shultz - potete contare su di me per raggiungere gli obiettivi articolati nel manifesto Be Bothered».
«I diritti lgbt stanno ricevendo sempre più consensi da tutto lo spettro politico - hanno commentato Ulrike Lunacek e Michael Cashman, co-presidenti dell'intergruppo lgbt - ed i prossimi due anni e mezzo saranno cruciali per realizzare richieste molto sentite in Europa».
Tra i firmatari, anche la parlamentare dell'Italia dei Valori Sonia Alfano, che sul suo blog aggiunge: «Le richieste di ILGA-Europe sono sacrosante. Bisogna garantire alle coppie lgbt la possibilità di sposarsi, di avere una unione civile e unioni registrate esattamente come tutti gli altri cittadini, e assicurarsi che queste persone possano godere dei propri diritti in tutta Europa», conclude.
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Giovedì 26 Gennaio 2012 07:37
Gubbio: il PD cancella il registro delle unioni civili. Insorgono le associazioni
Il Consiglio Comunale di Gubbio ha cancellato il registro delle unioni civili, istituito nel 2002.
La richiesta è venuta dalla minoranza del PdL, ma la mozione è stata approvata anche con i voti dei consiglieri PD e dello stesso sindaco, Diego Guerrini. Dura la reazione delle associazioni gay, che chiedono ai vertici del Partito Democratico di spiegare e chiarire quale condotta vogliono tenere in merito. «Siamo cittadini, siamo persone, lavoriamo, paghiamo le tasse, ci prendiamo cura dei vostri figli gay maltrattati - commenta Patrizia Stefani, di Arcigay Omphalos Perugia- ma non abbiamo gli stessi vostri diritti. Se non comprendete questo, se non comprendete del bisogno di educazione civica, non so di che cosa dobbiamo ancora parlare con il PD e/o con chiunque altro», conclude desolata in un comunicato stampa.
«Il registro consentiva a tutte le famiglie, etero o omosessuali, di registrarsi - ricorda Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay - Il gesto vergognoso, insieme ai continui tentennamenti in ambito nazionale del partito su di una questioni nodale che coinvolge la dignità e i diritti di cittadini e famiglie composte da persone gay, lesbiche e trans, è solo conferma di quanto dicevamo da tempo: il PD, - continua in un comunicato - ormai in ostaggio della componente cattolica più retriva, è un partito incapace di interpretare il cambiamento e di migliorare il Paese.
Qual è la logica di tutto questo? Il Partito chiarisca una volta per tutte qual è la sua linea su matrimonio tra persone dello stesso sesso, unioni non coniugali, adozione, omogenitorialità, diritti di gay, lesbiche e trans e omofobia. Se una linea c’è, il partito la faccia rispettare a tutti i suoi amministratori sia in ambito nazionale che locale. Se qualcuno trasgredisce, e decide di votare con il PDL, il partito prenda sani provvedimenti. Se una linea ci fosse, a Gubbio sarebbe ripristinato immediatamente il registro.
Per noi è finito il tempo di scuse, tentennamenti, riflessioni e chiacchiere di partito. Esiste una reale volontà del PD di rappresentare milioni di cittadini, sia eterosessuali che omosessuali che convivono in coppie non coniugate, sì o no? Se non c 'è lo chiarisca una volta per tutte, smettendo di prendere in giro fiducia e speranza e chiarendo di non essere un partito progressista ma conservatore. Se invece c'è, intervenga immediatamente sia sulle situazioni locali che nazionali, perché questo Paese a cui tutti chiedono sacrifici è fatto di persone che aspettano di essere uguali nei diritti oltre che nelle tasse», conclude Patanè.
La richiesta è venuta dalla minoranza del PdL, ma la mozione è stata approvata anche con i voti dei consiglieri PD e dello stesso sindaco, Diego Guerrini. Dura la reazione delle associazioni gay, che chiedono ai vertici del Partito Democratico di spiegare e chiarire quale condotta vogliono tenere in merito. «Siamo cittadini, siamo persone, lavoriamo, paghiamo le tasse, ci prendiamo cura dei vostri figli gay maltrattati - commenta Patrizia Stefani, di Arcigay Omphalos Perugia- ma non abbiamo gli stessi vostri diritti. Se non comprendete questo, se non comprendete del bisogno di educazione civica, non so di che cosa dobbiamo ancora parlare con il PD e/o con chiunque altro», conclude desolata in un comunicato stampa.
«Il registro consentiva a tutte le famiglie, etero o omosessuali, di registrarsi - ricorda Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay - Il gesto vergognoso, insieme ai continui tentennamenti in ambito nazionale del partito su di una questioni nodale che coinvolge la dignità e i diritti di cittadini e famiglie composte da persone gay, lesbiche e trans, è solo conferma di quanto dicevamo da tempo: il PD, - continua in un comunicato - ormai in ostaggio della componente cattolica più retriva, è un partito incapace di interpretare il cambiamento e di migliorare il Paese.
Qual è la logica di tutto questo? Il Partito chiarisca una volta per tutte qual è la sua linea su matrimonio tra persone dello stesso sesso, unioni non coniugali, adozione, omogenitorialità, diritti di gay, lesbiche e trans e omofobia. Se una linea c’è, il partito la faccia rispettare a tutti i suoi amministratori sia in ambito nazionale che locale. Se qualcuno trasgredisce, e decide di votare con il PDL, il partito prenda sani provvedimenti. Se una linea ci fosse, a Gubbio sarebbe ripristinato immediatamente il registro.
Per noi è finito il tempo di scuse, tentennamenti, riflessioni e chiacchiere di partito. Esiste una reale volontà del PD di rappresentare milioni di cittadini, sia eterosessuali che omosessuali che convivono in coppie non coniugate, sì o no? Se non c 'è lo chiarisca una volta per tutte, smettendo di prendere in giro fiducia e speranza e chiarendo di non essere un partito progressista ma conservatore. Se invece c'è, intervenga immediatamente sia sulle situazioni locali che nazionali, perché questo Paese a cui tutti chiedono sacrifici è fatto di persone che aspettano di essere uguali nei diritti oltre che nelle tasse», conclude Patanè.
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Giovedì 01 Dicembre 2011 16:12
Monsignor Bettazzi: “I Dico? Erano accettabili”
Il Vescovo emerito di Ivrea, Luigi Bettazzi, si è detto favorevole al riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali: «Se uno dei due muore, è giusto che l'altro possa avere diritto all'eredità o a stare nella stessa casa. Cosa c'e' di male?». Il prelato, che è intervenuto questa mattina al programma radiofonico “Un giorno da pecora”, ha dichiarato: «I Dico come erano stati presentati erano accettabili. Dopotutto anche i conventi religiosi sono abitati da tutte persone dello stesso sesso».
Ma la sua posizione si è rovesciata immediatamente parlando di matrimonio: «Non sposerei mai due omosessuali, potrei al massimo dargli una benedizione. Credo che su un piano laico – ha proseguito – bisognerebbe riconoscere i diritti, sapendo distinguere ciò che è convinzione religiosa e ciò che non lo è».
di Gabriele Orlandi
Ma la sua posizione si è rovesciata immediatamente parlando di matrimonio: «Non sposerei mai due omosessuali, potrei al massimo dargli una benedizione. Credo che su un piano laico – ha proseguito – bisognerebbe riconoscere i diritti, sapendo distinguere ciò che è convinzione religiosa e ciò che non lo è».
di Gabriele Orlandi
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Mercoledì 16 Novembre 2011 17:30
Gay Center: «Governo Monti sia migliore del precedente!»
Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center, lancia un appello al neo premier Mario Monti: «Da economista dimostri di sapere che una società più aperta ed equa sul piano economico ha come altra faccia della medaglia apertura ed equità di diritti. Il governo Berlusconi – ricorda Marrazzo - ha brillato spesso per una linea oltranzista caratterizzata soprattutto da ripetute dichiarazioni e prese di posizione del sottosegretario Carlo Giovanardi, dalla bocciatura a priori della legge anti-omofobia, dalle barzellette di Berlusconi e da qualche apertura del Ministro Carfagna. Sentiamo di poter riprendere – prosegue - in Parlamento un percorso che porti quanto prima a norme anti-omofobia, come l'estensione della legge Mancino e che ponga le basi per il riconoscimento delle unioni civili gay», conclude Marrazzo.
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Mercoledì 28 Settembre 2011 14:35
Ahmadinejad contro l'omosessualità
Mahmoud Ahmadinejad ci è andato nuovamente pesante. Durante una conferenza stampa, il presidente iraniano ha dichiarato di non aver affatto cambiato idea in merito all’omosessualità: "In Iran l’omosessualità è completamente disprezzata, ed è considerata come qualcosa di assolutamente negativo".
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Ahmadinejad ha anche dichiarato che anche se esistono gli omosessuali e persone pronte a difendere i loro diritti in Iran queste persone sono e resteranno sempre emarginate dalla società.
“L’omosessualità è uno dei peggiori comportamenti della nostra società. E’ contro la volontà di Dio, degli insegnamenti divini di qualsiasi fede e, anzi, va contro la natura degli esseri umani e dell’umanità”.
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