- Written by Davide Vasile
-
font size
decrease font size
increase font size
- Stampa E-mail
- Be the first to comment!
Il diabete mellito dei gatti
Caro dottor Vasile ,
da qualche giorno Ciccio, il mio bellissimo (e vanitoso!) gatto persiano era parecchio abbattuto, beveva moltissimo e faceva tantissima pipì anche fuori dalla lettiera, quindi l'ho portato a visita dal mio veterinario per un controllo: il medico ha subito eseguito delle analisi del sangue e delle urine da cui non risultava esserci un problema renale quanto piuttosto il sospetto di un diabete e mi ha chiesto di ricoverarlo immediatamente in una clinica perchè rischiava molto.Io chiaramente mi sono fidato e mi sono recato presso la struttura indicatami, lì mi hanno parlato di 4-5 giorni di ricovero, analisi piuttosto costose e perfino un'ecografia addominale, io non sapendo cosa fare e vedendolo troppo abbattuto (aveva gli occhi vitrei) ho acconsentito ed ora dopo il primo lunghissimo giorno di separazione dal mio amico mi ritrovo a scriverle questa mail chiedendole qualche informazione su questa malattia, se davvero è necessario tutto quello che sta facendo e che prospettive di vita ha Ciccio .Non riesco nemmeno ad immaginare come saranno i prossimi giorni senza lui.
Grazie mille,
Giorgio F., Cremona
Caro Giorgio ,
il diabete mellito è una patologia piuttosto diffusa tra i gatti di mezza età ed effettivamente quelli che mi hai descritto potrebbero essere sintomi della malattia. In buona sostanza il diabete mellito dipende da una mancata secrezione da parte del pancreas di insulina , un ormone che permette la trasformazione degli zuccheri e l'accumulo di questi in appositi comparti organici sotto forma di glicogeno. Se il collega ti ha chiesto di ricoverarlo con urgenza probabilmente è perchè Ciccio era in ketoacidosi diabetica o la stava rischiando: questa è una fase molto critica del diabete in cui i pazienti rischiano molto a causa di un'acidosi metabolica e dell'accumulo di corpi ketonici questi sono dei composti normalmente presenti in piccole quantità nel sangue che se però eccedono (tanto da essere reperiti nelle urine) non consentono un adeguato metabolismo degli zuccheri e quindi il loro assorbimento. Nei prossimi giorni i colleghi della clinica cercheranno di riportare questa situazione su livelli più o meno normali e contemporaneamente inizieranno una “curva glicemica”: questa consiste nel monitoraggio stretto , inizialmente ogni 2-4 ore, dei livelli glicemici e del loro andamento medio giornaliero ; grazie a questo monitoraggio sarà possibile individuare il tipo e la quantità di insulina da somministare giornalmente a Ciccio perchè possa vivere tranquillamente. Purtroppo non è una malattia dalla quale è possibile guarire , preparati (forza e coraggio!!) a fargli giornalmente delle iniezioni sottocutanee per tutta la vita ed attieniti strettamente alle indicazioni alimentari che ti daranno i colleghi: d'ora in poi la dieta di Ciccio dovrà essere controllatissima per quanto riguarda qualità , quantità e perfino orari. Sarà necessario fargli spesso dei controlli e potrebbero esserti richiesti in futuro nuovi ricoveri per ripetere una curva glicemica : capita spesso che le richieste di insulina da parte dell'organismo varino ed ogni minima discrasia potrebbe rovinare il lavoro fatto e mettere nuovamente Ciccio a rischio! Inoltre periodicamente ti verrà chiesto un controllo ematologico per monitorizzare i livelli di fruttosamine: queste in parole povere e comprensibili , sono dei “rifiuti” del metabolismo degli zuccheri indice dell'adeguatezza o meno della dose di insulina oltre che causa di danni secondari dei tessuti fra cui anche le cataratte (opacizzazzione dell'occhio).
So che tutto quello che ti ho scritto ti terrorizzerà ma, come per tutte le patologie croniche, è solo questione di imparare a conviverci e a riconoscere i campanelli d'allarme e so per certo che l'amore che provi nei suoi confronti ti renderà anche un ottimo “infermiere”.
Mille auguri!
Dott. Davide Maria Vasile - Veterinario
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Davide Vasile
Davide Maria Vasile nasce a Catania il 30 Agosto 1977, fin da piccolissimo manifesta grande amore ed interesse per gli animali e le tematiche ambientaliste, decide a soli 6 anni che sarebbe diventato un medico veterinario, nel frattempo collabora con volontariato attivo con SWF (centro siciliano di recupero per la fauna selvatica).
Si laurea presso la facoltà di Medicina Veterinaria di Messina nel Luglio del 2003 presentando una tesi sperimentale con cui brevetta un kefir di latte d'asina che riscuote forte interesse da parte delle associazioni mondiali di medici pediatri.
Nei primi 2 anni di professione frequenta un tirocinio pratico presso l'ospedale veterinario “Gregorio VII” di Roma e successivamente un'altro specifico di terapia intensiva presso la clinica “Galluzzo 24H” di Firenze al seguito del dott. Attilio Rocchi.
Negli anni successivi si interessa esclusivamente di medicina d'urgenza e terapia intensiva collaborando con diverse strutture della città di Roma.
Nel 2009 diventa membro dell'EVECCS (Società europea veterinaria di medicina d'urgenza e terapia intensiva).
Attualmente collabora come medico resident di medicina d'urgenza con la clinica veterinaria “Roma sud”, centro di referenza nazionale per la neurologia, neurochirurgi, oncologia e terapia intensiva.
Leavea comment
Assicurati di riempire tutti i campi.
E' possibile inserire del codice HTML semplice.

Ultimi commenti