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La femminilizzazione del gatto

carlino.jpgCaro Dottore ,
Possiedo un micio, Pingo, che negli ultimi due anni ha avuto spesso cistite dovuta ad una sabbiolina che gli si forma in vescica e che spesso gli ha bloccato la fuoriuscita dell'urina. Finora è andato avanti a furia di antibiotici, antinfiammatori e cateterismi ma da qualche tempo il mio veterinario insiste per fargli fare una chirurgia che a me sembra una barbarie: il pene andrebbe amputato! Davvero non capisco se sia necessaria una chirurgia così invasiva, non mi sembra esista qualcosa del genere in medicina umana e ho paura che sia solo una esagerazione. Non voglio creare una sofferenza    inutile nel mio amico di sempre. Cosa mi consiglia?

Francesco P. , Prato

Caro Francesco ,
l'intervento consigliatoti dal collega si chiama “uretrostomia” o “femminilizzazione” ed è routinario nei gatti maschi che soffrono di cistiti ricorrenti: questo infatti è un problema largamente diffuso.
Non devi avere paura del trauma che può subire il tuo gatto: spesso noi proiettiamo le nostre paure su di loro e l'idea di amputare il pene, previa castrazione qualora il piccolo Pingo non fosse castrato, ti fa venire i brividi ma ti assicuro che, non avendo i gatti  le sovrastrutture psicologiche e sociali che abbiamo noi, il micio soffre molto più l'attuale condizione che una risoluzione definitiva  come l'uretrostomia che, al massimo, può portargli qualche dolorino nell'immediato post-operatorio. In medicina umana non esiste qualcosa di simile poiché all'uretra umana è possibile applicare degli anelli semi-rigidi mentre quella dei gatti è sottile come un capello, soprattutto nella porzione che scorre all'interno del pene, e si blocca facilmente anche solo con un po' di “sabbiolina” come dici tu.
Tornando a Pingo, la continua applicazione di cateteri e il continuo infiammarsi della vescica gli fanno rischiare complicazioni anche gravi e di difficile risoluzione, mentre l'intervento, eliminando la porzione di uretra più stretta (ecco a cosa serve amputare il pene!), gli consentirà di espellere più facilmente i calcoli, qualora continuassero a formarsi.
Inoltre è assolutamente indispensabile analizzare l'urina per conoscerne il ph e la “sabbiolina” e capire di cosa è composta, potrebbe essere struvite, ossalato di calcio , fosfati etc.: conoscendone la natura è possibile apportare delle correzioni all'alimentazione di Pingo in modo che questi composti non si formino più. Ultima raccomandazione: non dare da bere acqua di rubinetto al piccoletto ma scegli un'acqua che riporti sull'etichetta la dicitura “oligominerale” e che abbia il “residuo fisso” più basso possibile.
Scegli serenamente di fare la chirurgia e ricordati che il tuo amico avverte tutti i tuoi stati d'animo e affronterà l'intervento in modo tranquillo nella misura in cui avvertirà la tua tranquillità!

 

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Dott. Davide Maria Vasile - Veterinario
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Last modified on Sabato 11 Settembre 2010 16:29
Davide Vasile

Davide Vasile

Davide Maria Vasile nasce a Catania il 30 Agosto 1977, fin da piccolissimo manifesta grande amore ed interesse per gli animali e le tematiche ambientaliste, decide a soli 6 anni che sarebbe diventato un medico veterinario, nel frattempo collabora con volontariato attivo con SWF (centro siciliano di recupero per la fauna selvatica).
Si laurea presso la facoltà di Medicina Veterinaria di Messina nel Luglio del 2003 presentando una tesi sperimentale con cui brevetta un kefir di latte d'asina che riscuote forte interesse da parte delle associazioni mondiali di medici pediatri.
Nei primi 2 anni di professione frequenta un tirocinio pratico presso l'ospedale veterinario “Gregorio VII” di Roma e successivamente un'altro specifico di terapia intensiva presso la clinica “Galluzzo 24H” di Firenze al seguito del dott. Attilio Rocchi.
Negli anni successivi si interessa esclusivamente di medicina d'urgenza e terapia intensiva collaborando con diverse strutture della città di Roma.
Nel 2009 diventa membro dell'EVECCS (Società europea veterinaria di medicina d'urgenza e terapia intensiva).
Attualmente collabora come medico resident di medicina d'urgenza con la clinica veterinaria “Roma sud”, centro di referenza nazionale per la neurologia, neurochirurgi, oncologia e terapia intensiva.

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