“A Padova non affittano case ai gay e ai napoletani”

«Era solo uno sfogo per far sapere ai miei amici di Facebook che nel 2017, in una città come Padova, esistono ancora persone che non fittano case ai meridionali. Mi sono meravigliato io stesso dei commenti e delle testimonianze che sono arrivate in seguito al mio post». Vittorio Savino, medico di Aversa, dirigente dell’Asl di Caserta, ma soprattutto una vita dedicata alla sua grande passione, l’atletica, è incredulo per quello che si sta scatenando dal 4 ottobre scorso, quando sul social network ha voluto commentare la difficoltà della figlia di trovare casa nella città di Sant’Antonio. «Mia figlia sta cercando casa a Padova, una sistemazione per poter fare un corso di formazione lavoro — ha scritto il dottore Savino — Si naviga su Internet e si gira per la città per trovare una soluzione. Prezzi tutto sommato non male, anzi in qualche caso buoni, ma c’è il trucco. A decine offrono case, cito i primi tre trovati: via Porcellini, ma, non si fitta a studenti, meridionali, gay friendly, animali perché si vive in condominio. Via Facciolati, ma, no a gay friendly, no pet friendly, no coppie con figli, trans, meridionali specialmente napoletani e siciliani valutabili altre zone del Centro sud; Zona Guidda Bassonello, ma, solo a ragazze bella presenza del Nord, no meridionali. Corso del Popolo, ma, no a gay, no a persone del Sud, no sardi. Ci sono divieti anche per lavoratori, ciccioni , neri, marocchini, persone in cattive condizioni di salute». Sotto il post si possono leggere al momento, più di 200 commenti. Centinaia i “mi piace” e il post è stato condiviso più di 250 volte. 

«È capitato anche a me — scrive in un commento Fabio Cangiano — È vero. Ho beccato quello delle zone del Centro-Sud valutabili. Sono di Napoli, ma so imitare bene il dialetto perugino. L’ho fregato talmente alla grande che manco ha voluto vedere il documento». Scrive Daniela Fio Jd: «Non mi sorprenderebbe se fosse vero. Una volta ricevetti una telefonata da una signora di Rovigo per una cucciola che avevo messo in adozione. Cercai una volontaria lì sul posto per un preaffido e la risposta fu: “Solo cani Centro Nord”». Ma c’è anche qualcuno di buon cuore come Francesca Di Misa che dice alla figlia del medico: «Potrei ospitarla io. Vivo a 19 chilometri da Padova. La casa è piccolina, siamo in 6 (3 figlie, marito e cagnolina). Ma per lo meno avrebbe il calore la solidarietà e la vera accoglienza che solo noi del Sud sappiamo dare».

Lo sfogo del dottor Savino è finito anche sul quotidiano “il Mattino” di Padova e da quel momento sono arrivati post non proprio belli da leggere. «Sì — conferma il dirigente dell’Asl di Caserta — alcuni li ho dovuti cancellare, perché volgari e offensivi. Qualcuno l’ho dovuto bloccare. Poi c’è stato anche chi mi accusa di avere non so quali interessi politici per le prossime elezioni a Padova. Niente di più assurdo». Intanto dopo la denuncia di Vittorio Savino su Facebook molti degli stessi avvisi che contenevano il “divieto di fitto ai meridionali”, sono stati modificati.

di RAFFAELE SARDO per LA Repubblica

 

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