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Corte federale boccia la norma omofoba

La Proposition 8 sembra destinata a scomparire, anche se immediatamente. La Corte federale d'appello di San Francisco del 9° Distretto ha stabilito che è incostituzionale negare il matrimonio tra persone dello stesso sesso.
La Proposition 8, lo ricordiamo, è un referendum votato nel novembre 2008, dove il 52% dei californiani si era dichiarato contrario all'equità matrimoniale; conteneva, inoltre, la richiesta di scrivere esplicitamente che il matrimonio si celebrasse soltanto tra un uomo e una donna.
Già nel 2010 un tribunale di Los Angeles si era espresso contro la Proposition 8, cioè a favore delle nozze gay; ora la Corte federale appoggia quella decisione, anche se il voto non è stato unanime: solo due giudici su tre hanno infatti votato per abolire la norma discriminatoria.
L'associazione Human Rights Campaign saluta con soddisfazione la notizia: «La battaglia legale è tutt'altro che finita, ma quello di oggi è un grande passo verso la lunga lotta per l'equità matrimoniale», commenta, ringraziando le coppie che per prime hanno impugnato il referendum davanti ai giudici: «Paul Katami e Jeff Zarrillo, Kristin Perry e Sandy Stier decisero che non potevano rassegnarsi nel vedere che gli era stato sottratto il diritto di sposarsi».
Ma la decisione della Corte federale non comporta l'immediata abolizione della Prop.8: i sostenitori della norma hanno un margine di tempo per chiedere appello ad una nuova Corte federale, oppure alla Corte suprema degli Stati Uniti, e fino ad allora il matrimonio tra persone dello stesso sesso in California resta sospeso.

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