La Presidente dell’associazione capitolina Di’ Gay Project interviene sulla discussione in merito al prossimo GayPride di Bologna, ritenendolo un «falso dibattito, che nasce dall'impropria convinzione che esista un unico evento a carattere nazionale. Penso anche che si debba riconoscere piena dignità al pullulare di iniziative locali - leggo in tal senso la richiesta di fare il Gay Pride all'Aquila - che continuano a crescere (a Rimini, Napoli, Milano, Palermo, etc.) e a diffondersi sempre di più come manifestazioni di orgoglio identitario. Creare azioni diversificate e costanti nel tempo – continua in una nota - libera le persone dalla paura e allarga il consenso sociale».
Poi lancia un appello alle numerose realtà sparse su territorio: «È il momento di riprendere a fare politica in maniera seria e propositiva, anche attraverso il pretesto della discussione sul Pride nazionale, indipendentemente dalla decisione di tenerlo a Bologna o all'Aquila o a Roma. Riprendiamo allora il confronto dai Pride locali, convogliamo in essi le forze politiche, perché tanti satelliti si stanno creando attorno al pianeta Pride: la dimensione locale restituisce linfa vitale al sistema nazionale e ci pone tutti davanti ad una molteplicità di istanze diverse a cui dobbiamo tornare a dare risposte, come abbiamo sempre fatto. Per ritornare ad essere 'come eravamo', - conclude Imma - ma con nuove capacità, intelligenze e libertà di pensiero a misura della complessità del nostro tempo».
Poi lancia un appello alle numerose realtà sparse su territorio: «È il momento di riprendere a fare politica in maniera seria e propositiva, anche attraverso il pretesto della discussione sul Pride nazionale, indipendentemente dalla decisione di tenerlo a Bologna o all'Aquila o a Roma. Riprendiamo allora il confronto dai Pride locali, convogliamo in essi le forze politiche, perché tanti satelliti si stanno creando attorno al pianeta Pride: la dimensione locale restituisce linfa vitale al sistema nazionale e ci pone tutti davanti ad una molteplicità di istanze diverse a cui dobbiamo tornare a dare risposte, come abbiamo sempre fatto. Per ritornare ad essere 'come eravamo', - conclude Imma - ma con nuove capacità, intelligenze e libertà di pensiero a misura della complessità del nostro tempo».
















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