Le multe minacciate nei giorni scorsi dal sindaco di Treviso Gian Paolo Gobbo, contro i baci gay scambiati in pubblico, sono un'istigazione all'odio secondo il presidente di Arcigay Veneto Alessandro Zan: «L'esponente della Lega, - dice Zan - si dovrà assumere una fetta di responsabilità qualora ci saranno delle aggressioni nei confronti degli omosessuali». Il presidente di Arcigay Veneto, nonché assessore all'ambiente del Comune di Padova, si dimostra preoccupato per la situazione che si sta creando e per le conseguenze che determinate dichiarazioni potrebbero scatenare: «Le parole pronunciate da Gobbo e da Giovanardi - afferma - alimentano azioni di malintenzionati e violenti, che da queste parole si sentono legittimati ad agire. Parole – sottolinea - che sono un'istigazione all'odio: gli “hate crimes”, sono infatti crimini di incitazione all'odio razziale o sessuale, molto presenti nei paesi in cui i rappresentanti delle istituzioni con forte visibilità e forte impatto sulla popolazione rilasciano dichiarazioni di questo tipo».
All'attacco del sindaco trevigiano l'assessore padovano oppone il “Padova Pride Village”, in programma alla Fiera di Padova dal 1 luglio al 28 agosto con il patrocinio di Comune, Provincia e Camera di commercio di Padova: «A differenza di Gobbo che vuole escludere - sostiene - noi la chiamiamo “festa di tutti”, famiglie, anziani, bambini, per abbattere i muri della paura e della non conoscenza".
















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