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Addio a Marcella di Folco

È venuta a mancare, all’età di 67 anni dopo una lunga malattia, Marcello di Folco, fondatrice e presidente del Movimento identità delle persone transessuali e transgender (Mit). Nata a Roma nel 1943, negli anni '60 aveva lavorato al Piper di Roma e iniziò la carriera di attrice, lavorando anche con Federico Fellini nel film Amarcord, e poi con Rossellini, Petri, Sordi ed altri.
Tra gli anni Settanta ed Ottanta inizia il periodo più critico, Marcella entra in crisi con la propria identità. Nell'agosto del 1980 si opera a Casablanca.
L'anno prima era nato il movimento italiano transessuali con lo scopo di ottenere una legge che autorizzasse il riconoscimento anagrafico di chi cambiava sesso, movimento a cui Marcella partecipò attivamente fino all'approvazione della legge nell'aprile del 1982.
Nel 1986 si trasferisce a Bologna, città che frequentava da anni, come tutta l'Emilia-Romagna. Nel 1988 nasce il Mit a Bologna e viene eletta presidente.
Attivista nel partito radicale, fin dai tempi della legge, sull'aborto, nel 1990 viene eletta consigliere circoscrizionale del quartiere Saragozza mettendosi in luce per le politiche sociali, soprattutto per gli anziani.
Nel 1995 viene eletta consigliere comunale nella lista dei verdi, prima trans al mondo a raggiungere questo traguardo. Nel 2000 ottiene dall'allora ministro per le Pari Opportunità Katia Belillo l'istituzione della commissione per l'identità di genere, oggi sospesa.

Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, attraverso le parole del suo presidente, Rossana Praitano, ha così commentato la morte di Marcella di Folco: «Apprendiamo con dolore della scomparsa di Marcella Di Folco, presidente del Mit, Movimento Identità Transessuale. Il movimento GLBT perde una delle sue leader storiche, il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli anche l’amica di una vita, una donna di spessore, culturale,umano. La perdita di Marcella lascia un vuoto incolmabile, ma i suoi insegnamenti, la sua fierezza e l’amore dimostrato nei confronti della comunità transessuale e omosessuale restano un punto fisso nella storia del movimento glbt di questo paese».

Cordoglio per la morte del Presidente del Mit è stato anche espresso da Arcigay “Il Cassero” e Arcilesbica Bologna. «Marcella Di Folco è stata per oltre vent'anni motore instancabile delle istanze che hanno accresciuto il valore democratico di questa Italia: ha dedicato una vita a queste lotte, mostrando stoffa e tenacia tanto nelle piazze quanto nelle aule della politica. La sua perdita - scrivono Cassero e Arcilesbica - è un lutto che ci sottrae in un colpo solo una grande amica e un modello insostituibile»

Domenica sera, a Palazzo Re Enzo, Marcella Di Folco sarà ricordata dalla passerella di Miss Alternative, l'evento a sostegno della lotta all'Aids che nel 2005 la incoronò regina.

Anche il Partito Democratico di Bologna si associa al dolore dei familiari, degli amici, della comunità transessuale, gay e lesbica di Bologna. «Marcella è stata una figura importante e innovativa della sinistra cittadina e nazionale - ricorda Sergio Lo Giudice, responsabile del programma del PD di Bologna. - Grazie a lei Bologna si è dotata di un Consultorio per le persone transessuali che ha costituito un'eccellenza nel Paese ed è stato un punto di riferimento per tante persone che hanno trovato in Bologna una città accogliente ed inclusiva»

«Marcella ha squarciato un vergognoso velo di menzogne e perbenismo», questo il commento espresso da Guido Naldi, capogruppo di SEL-Verdi in Regione.

La Di Folco prima consigliera al quartiere Saragozza, poi consigliera comunale di Bologna dal 1995 al 1999 è stata ricordata anche dal senatore del Pd Walter Vitali, in passato sindaco di Bologna. «Sono stati anni belli e difficili, anni di forti innovazioni politiche e amministrative - ha ricordato Vitali - Lei, esponente di primo piano del Movimento Italiano Transessuali, che aveva sede a Bologna, e consigliera del gruppo Verde, era sempre in prima fila nelle battaglie per i diritti civili, per la difesa dell'ambiente, per rendere la città più vivibile ed inclusiva. È stata protagonista insieme a noi della prima esperienza dell'Ulivo a Palazzo d'Accursio- conclude Vitali - dimostrando la capacità di contribuire alla sintesi tra posizioni anche molto diverse su temi delicati come la scuola, la famiglia e le coppie di fatto».

 

Last modified on Martedì 07 Settembre 2010 20:14

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