L’ex presidente dell’Arcigay, nonché leader storico della comunità gay italiana, Aurelio Mancuso, in una lettera aperta a Frattini chiede di fare pressione per lo stop alla condanna a morte di un giovane gay iraniano, Tabriz Ebrahim Hamidi. Nel suo appello ha denunciato che Hamidi nel processo «non ha potuto difendersi e non ha più neanche un avvocato», mentre «le accuse non sono sostanziate dai fatti», poiché «alcuni testimoni hanno ammesso di aver dichiarato il falso». «Sono certo -conclude Mancuso- che il nostro governo saprà far sentire la voce del nostro paese in difesa della vita, dei diritti umani».
Il ministero degli Esteri francese ha lanciato il suo appello per la liberazione di Ebrahim Hamidi, in una nota condanna «il degrado costante dei diritti umani in Iran». Dalla stampa Le Monde afferma: «Pena disumana» e in una lettera aperta sono state prese le difese di Hamidi, denunciando questa pena «orribile contraria alla nozione stessa di umanità», anche attraverso diverse personalità francesi fra cui: gli scrittori Philippe Besson e Gilles Leroy, l'editrice Isabelle Gallimard, l'assessore alla cultura del Comune di Parigi, Christophe Girard, il regista Claude Lanzmann, la stilista Chantal Thomas e lo scrittore Jonathan Littell.
3
Settembre
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L’appello di Mancuso alla liberazione di Hamidi
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posted by
giorgiol
perchè chiamarlo leader storico della comunità? credo che il 99,9 % dei gay italiani manco sappia chi è Mancuso. E di certo non resterà nella storia per quello che ha fatto da presidente arci gay. ANdiamoci piano con i titoli onorifici. Grillini, Pezzana e pochi altri meritano il titolo di leader storici.. Mancuso merita l'oblio, nel migliore dei casi.
Sabato 04 Settembre 2010 05:43
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