Niente patrocinio del Consiglio lombardo al gay pride di Milano

Niente patrocinio del Consiglio lombardo al «Gay Pride», che si terrà, a Milano, il prossimo 24 giugno. Lo ha stabilito l’Ufficio di presidenza, lunedì pomeriggio, con due voti a favore (quelli del consigliere Eugenio Casalino, M5S, e della vicepresidente dell’assemblea regionale Sara Valmaggi, del Pd), due voti contrari (del presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo e della consigliera Daniela Maroni della Lista Maroni presidente) e un astenuto, il vicepresidente del parlamentino lombardo Fabrizio Cecchetti (Lega Nord) che, lo scorso anno, quando il patrocinio fu invece concesso, fu l’ago della bilancia tra favorevoli e contrari e che non mancò di suscitare polemiche all’interno del suo partito. Non essendoci una maggioranza, il patrocinio è stato respinto, così come quello al torneo di calcio dell’associazione «Caramella buona» contro la pedofilia, organizzata da un gruppo considerato vicino alla destra estrema. A favore Cattaneo e Cecchetti, contrari Valmaggi e Casalino, astenuto Maroni.

L’opposizione: «È l’effetto Salvini»

«Purtroppo la svolta estremista della Lega porta con sé il no al patrocinio al Milano Pride, e poco ci è mancato che venisse invece concesso, con tanto di contributo economico, a un evento organizzato da una realtà dell’estrema destra con contenuti chiaramente intolleranti nei confronti delle diversità. L’istituzione regionale è ormai sempre più distante dal sentire dei cittadini lombardi.» Così la vicepresidente dem del Consiglio regionale della Lombardia Sara Valmaggi, commentando in una nota il diniego da parte dell’Ufficio di presidenza della concessione del patrocinio al «Milano Pride». Di «effetto Salvini», invece, parla la consigliera regionale di Sel Chiara Cremonesi: «Il patrocinio del Consiglio regionale alla manifestazione milanese del Gay Pride aveva rappresentato negli ultimi due anni un’eccezione positiva — ha detto Cremonesi —. Ma ora è arrivata la nuova linea leghista a normalizzare la situazione: è l’effetto Salvini. E la Lombardia continua a restare lontana anni luce dall’Europa».

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