Malta, sì al matrimonio anche alle coppie gay: voto storico nell’isola cattolica

Il Mediterraneo ha una nuova isola felice per le coppie omosessuali intenzionate a convolare a nozze: Malta dice sì ai matrimoni anche per le coppie dello stesso sesso e lo fa a dispetto di una lunga crociata contro l’approvazione della legge da parte della Chiesa cattolica, che nel piccolo Stato trova antiche radici.

Ieri, a La Valletta, soltanto uno dei 67 membri del Parlamento, Edwin Vassallo, ha votato contro la norma, definendola “moralmente inaccettabile” e incompatibile con la sua fede cattolica, aggiungendo: “In quanto politico cristiano non posso lasciare la mia coscienza civile fuori dalla porta”.

Alla frase di rito “vi dichiaro marito e moglie” si sostituirà dunque la formula “adesso siete sposi”, suggellando il legame tra coppie omosessuali, che già nel 2014 avevano ottenuto il diritto a unirsi civilmente, insieme a quello delle adozioni. La legge interviene anche sul capitolo figli, introducendo una nuova terminologia: a “padre” e “madre” si sostituisce la parola “genitori”, mentre per le coppie lesbiche che hanno prole grazie alla fecondazione assistita si distinguerà tra “persona che dà alla luce” e “altro genitore”. Ma i cambiamenti lessicali interessano anche i matrimoni tra eterosessuali: via il riferimento alla formula “nome della ragazza”, che viene rimpiazzato con il più politicamente corretto “cognome alla nascita”. E proprio sul cognome, adesso i coniugi avranno possibilità di scelta: anche un uomo potrà decidere di prendere quello della consorte.

Ogni promessa è debito, esulta il governo laburista guidato da Joseph Muscat, che aveva introdotto la legge sui matrimoni gay quale primo punto da fare approvare in Parlamento, dopo la vittoria del suo secondo mandato: “È un voto storico – ha commentato il Primo ministro maltese –  “che mostra un livello di maturità senza precedenti. Viviamo in una società dove tutti possiamo dire ‘siamo uguali'”.

In effetti, il voto di ieri rappresenta un ulteriore tassello nel più ampio quadro di trasformazione del Paese storicamente conservatore, dove fino al 2011 il divorzio era illegale. Sebbene l’aborto rimanga ancora fuorilegge, Malta ha reso legali le adozioni per i gay già da tre anni. Lo scorso anno, inoltre, il numero di matrimoni civili ha superato per la prima volta quello dei matrimoni in Chiesa. Malta diventa così il ventiquattresimo Paese al mondo e il quindicesimo in Europa a sancire il diritto al matrimonio tra persone dello stesso sesso, sulla scia della recente approvazione delle nozze gay in Germania. La prima a farlo, nel vecchio continente, era stata l’Olanda nel lontano 2001.

di VALENTINA BARRESI per La Repubblica

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