"Uno sguardo normale", rassegna cinematografica che si terrà a Cagliari dal 11 ottobre al 16 ottobre, arrivata all’ottava edizione, anche quest’anno presenta sei titoli a tematica lgbt. Ad organizzare l’evento è l’associazione ARC all’interno delle iniziative promosse nella "Settimana contro la violenza" voluta dal Dipartimento per la Pari Opportunità del Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca.Ma.
Carlo Cotza, portavoce dell’Associazione ARC di Cagliari, ha raccontato in una intervista esclusiva a GAYin.tv che valore ha una iniziativa simile e tutte le aspettative della nuova rassegna.
Come nasce l’esigenza di avere una rassegna cinematografica a tematica G.L.B.T. a Cagliari?
Questo è l’ottavo anno della rassegna ed il nostro scopo, fin dalla nascita, è stato quello di dare un contributo alla città per favorire il dibattito sul tema dell’uguaglianza che nella fattispecie riguarda le minoranze G.L.B.T . Chiaramente il cinema è la parte più semplice, nel senso che per iniziare un dibattito specie in una città un po’ arida o comunque non molto sensibile alla diversità, è sempre meglio aprire il dibattito partendo dal film poiché, è il modo più immediato per affrontare il tema.
La rassegna si inserisce nella “2° settimana contro la violenza”, questo è un chiaro segnale di schierarsi contro l’omofobia?
Assolutamente sì. Tra l’altro la nostra associazione, in collaborazione con altre associazioni, ha promosso a maggio, a Cagliari la manifestazione proprio contro l’omofobia che ha avuto grande successo, una grande lotta che ha comportato l’impegno di tante persone per diversi mesi che hanno lavorato sodo sia dal punto di vista tecnico che intellettuale; il tutto per mettere su una manifestazione di 2.500 – 3.000 persone con l’intento di per scendere in piazza e protestare contro il fenomeno dell’omofobia. Questa è la premessa fondamentale di tutte le manifestazioni, anche di questa rassegna di tutte le associazioni che operano sul territorio.
Cosa è cambiato dalla prima edizione del 2002 ad oggi? Quali sono stati i traguardi raggiunti per poter maggiormente sensibilizzare e l’accettazione riguardo al tema?
E’ cambiata sicuramente l’evoluzione dell’associazione che otto anni fa era appena nata e nasceva proprio con la rassegna cinematografica “Uno sguardo normale”; poi con gli anni siamo riusciti a fare dei progressi, sia come numero di iscritti all’associazione, che come numero delle attività spalmate durante l’anno. Poi chiaramente anche la rassegna in se ha conosciuto un’evoluzione: dalle prime rassegne che erano quasi esclusivamente di prime visioni si è passati ad una rassegna come quella di quest’anno che ha due prime visioni ed un certo numero di ospiti che vengono a trovarsi e questo è per me molto importante; non solo film che riguardano una visone, se vogliamo, “sterile” ma anche incontri con il regista, con il produttore, con l’attore; quindi con persone che sono state parte integrante del film che siano testimoni del processo di lavorazione. E poi anche perché durante l’anno si riesce a raccogliere fondi e fare altre manifestazioni ed altre iniziative.
Iniziativa molto interessante: portare per la prima volta nelle scuole dei film a tematica G.L. B.T. Quali sono state le difficoltà a livello amministrativo, scolastico e famigliare degli alunni?
Il problema delle famiglie, in effetti, siamo riusciti a non averlo poiché ci siamo rivolti a ragazzi maggiorenni. Questa è stata una strategia ma anche il modo più semplice per poter entrare nelle scuole. Lo strumento utilizzato dimostra che ci sono state delle difficoltà, evidenti, di entrare nelle scuole che però siamo riusciti a superare tramite un lavoro di rete, molto impegnativo, attraverso un lavoro di contatti fino a che questo progetto è stata accolto. Attraverso la visione di film affrontiamo per la prima volta questa tematica nella scuola nonostante sia un progetto molto vecchio siamo riusciti ad attuarlo in occasione della settimana della violenza.
Cosa vi aspettate da questa nuova rassegna del 2010?
Abbiamo il desiderio di crescere sempre, di continuare a stimolare il dibattito su temi dell’uguaglianza con l’intento di far comprendere che le persone possono essere diverse ma non per questo devono vedere negati i loro diritti. Grazie anche agli strumenti di internet stiamo raggiungendo un numero sempre più crescente di contatti e di spettatori. Contiamo sempre di superare il numero degli spettatori degli anni precedenti. E’ proprio questa una ragione in più di credere di poter crescere ancora.
Intervista a cura di Paola Tarasco